Il museo delle cere a rischio? Il presidente De Ria lancia l’allarme

SAN GIOVANNI ROTONDO. Quello di Iacopo De Ria, il presidente, è un grido di allarme: “Il museo delle cere di Padre Pio – risorsa del Comune di San Giovanni Rotondo – potrebbe sparire”. De Ria, che è il presidente di Confcommercio Firenze, ma anche della società Museum Projects s.r.l. che gestisce il museo sangiovannese in una nota, intrisa di sdegno e preoccupazione e spedita al sindaco della città, spiega il perché. “Era il 2001 quando, insieme all’amministrazione comunale del tempo, avevamo pensato ad un richiamo turistico – religioso che potesse anche valorizzare il centro storico del paese (ndc la struttura si trova in via Pirgiano). La comunione di intenti tra Comune ed impresa fece sì che nello storico Palazzo Morcaldi aprisse il museo delle Cere di Padre Pio, con un project financing del Comune e con un consistente investimento di impresa della Società di Firenze, che al tempo investì un ingente capitale. L’obbiettivo del Comune era quello – prosegue De Ria- di creare un ponte fra la zona internazionale ed il centro storico e fare in modo che i tanti visitatori e pellegrini di questi anni potessero visitare ed apprezzare anche il centro storico di San Giovanni Rotondo. Visitando il centro storico e evidentemente anche il museo delle Cere di Padre Pio, realizzato nella residenza di Don Ciccio Morcaldi (per tutti il sindaco di Padre Pio), i pellegrini avrebbero sempre di più compreso il legame esistito e tuttora esistente fra i cittadini e Padre Pio. Dalla cerimonia di apertura del Museo tante sono state le testimonianze di semplici pellegrini ed illustri ospiti che al termine della visita delle scene realizzate a grandezza naturale ci hanno incoraggiato a portare avanti il nostro eccellente servizio che permette al pellegrino di fare un’emozionante tuffo nella grande storia di Padre Pio. Purtroppo nonostante le buone intenzioni iniziali, le amministrazioni comunali successive non sono state capaci di creare quel legame che avrebbe permesso non solo alla zona internazionale, ma anche al centro storico di farsi conoscere. Assolutamente negative ed ostative alla fruibilità del museo sono state – rimarca De Ria- le successive delibere che non consentono agevole accesso al centro storico soprattutto dei trasporti collettivi dei pellegrini, in assenza anche di una coerente organizzazione dei trasporti pubblici e dei servizi per i pellegrini”. Da qui le difficoltà ed i problemi e gli incontri con l’attuale amministrazione per porre rimedio. “Abbiamo avuto diversi incontri – rivela De Ria- e scambi di corrispondenza con l’attuale amministrazione comunale, ma niente è successo – è la lamentela – per cercare di valorizzare, riprendere il filo e recuperare una gestione più diretta del Museo. Dal Comune totale inerzia sostanziale, al di là delle frasi di rito. Ma oggi intravediamo una nuova possibilità – aggiunge il presidente gestore – oggi il Comune ha uno strumento in più: la tassa di soggiorno (ndc entrata in vigore lo scorso 1 marzo) che potrebbe essere messa “a disposizione” dello sviluppo turistico del centro storico. L’auspicio, lo dico come Museo delle Cere di Padre Pio e come cultore di San Giovanni Rotondo – è l’affondo finale- è che si possa presto scongiurare un nuovo abbandono nel centro storico. Ma con tempestività e concretezza, perché il tempo sta per scadere”.

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