Il San Marco non va oltre il pari e ringrazia il giovane portiere, Catanzaro

Il San Marco non vince una delle dieci finali (così le ha definite il presidente Aniello Calabrese)  e deve accontentarsi di un punticino che muove la classifica e che non allontana le concorrenti alla salvezza. Vincono solo Ortanova e Unione Bisceglia.

E’ stata una gara difficile per Mister Iannacone ed i suoni ragazzi. Il Gallipoli si è dimostrata una compagine giovane e ben organizzata.
Il primo tempo è stato molto combattuto con i locali che hanno spinto con Paolo Augelli da destra e con gli esterni alti Molenda e Quaresimale che hanno visto infrangersi tutte le loro iniziative contro il muro difensivo eretto da mister Salvadore e ben guidato dall’esperto difensore argentino Calabuig.

Nella ripresa il San Marco ha aumentato la sua spinta senza, tuttavia, mai impensierire il portiere ospite, Bacca. Di testa Salerno non ha trovato la porta su un assist al bacio di Quaresimale e Onofrio Viola, sempre imbeccato in area da Quaresimale, ha sbagliato il controllo in area avversaria. Per poco Gubello, difensore del Gallipoli, non ha realizzato il più classico degli autogol anticipando di testa Salerno e mandando il pallone a sfiorare l’incrocio alto della propria porta.
Il passare dei minuti ha rallentato le trame dei garganici e nonostante i cambi di mister Iannacone che metteva in campo prima Ricci per Molenda e poi Coco per Quaresimale per avere forse fresche in attacco, erano gli ospiti, a più riprese, a tentare la via della rete. Almeno un paio di prodezze del giovane portiere, Catanzaro, e qualche salvataggio miracoloso hanno evitato un tracollo che il San marco non avrebbe meritato.Alla fine il pari è stato il risultato più giusto.

Terza partita senza reti, due delle quali al “Tonino Parisi”, per il San marco e soprattutto, pesano sulla classifica le otto gare senza vittoria, senza i tre punti.

Alla squadra manca qualche uomo che dia al mister garganico la possibilità di un miglior impiego degli uomini a disposizione. Diego Quitadamo, abbassato ad interno e lontano dalla difesa avversaria toglie molto alla fase offensiva.

Domenica si fa visita alla capolista, Molfetta, un’autentica corazzata. Fare punti, come all’andata , quando finì 3 a 3, sarà difficile ma sarebbe necessario per una classifica al momento deficitaria e che relega il San Marco al penultimo posto.

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