Lontano dallo Zac è tutto un altro Foggia: 2 a 0 ad Ascoli

Limpida, cristallina e strameritata. È la vittoria di un Foggia che in campo ha messo cuore, testa e personalità. Tre punti d’oro che mettono alle spalle una settimana complicata e danno un scossone alla classifica. I piedi rossoneri tornano fuori dalla zona play out e avvicinano il cuore della graduatoria.

La gara è stata tutto sommato sempre nelle mani della squadra di Stroppa, padrona del campo sin dalle prime battute di gioco ma orfana di Deli dopo appena 6 minuti: il centrocampista si fa male e al suo posto entra Fedele. Centrocampo più robusto ma meno fantasioso. Mazzeo e compagni non riescono nella prima frazione di gioco a trovare la zampata che li avrebbe meritatamente portati in vantaggio. L’Ascoli, invece, appare poca cosa e dalle parti di Guarna ci arriva raramente, senza peraltro creare grossi grattacapi ad uno dei diversi ex della contesa. In curva i 3 mila e passa sostenitori foggiani capiscono che osare si può e il messaggio è recepito appieno da Stroppa e dai suoi che sfiorano il vantaggio con una micidiale ripartenza: Beretta supera il portiere e da posizione defilata centra la traversa, sulla respinta Mazzeo spedisce abbondantemente alto.
Il vantaggio è tuttavia solo questione di minuti: minuto 66’, il gol nasce dalla bandierina. Vacca scodella al centro, Gigliotti liscia e Camporese è freddo nel centrare la porta e realizzare il gol che sblocca il risultato e porta il Foggia in vantaggio. Dal 70’ c’è spazio per Chiricò, subentrato ad uno spento Nicastro. D’Urso invece prende il posto dell’ascolano Carpani. Qualche brivido la retroguardia rossonera pure lo corre. Stroppa si copre: dentro Empereur, fuori Mazzeo. Più coperta, la truppa rossonera trova anche il secondo acuto che chiude i giochi. Il gol è un autentico capolavoro, una ripartenza che comincia dai piedi di Beretta e viene rifinita da Cgamhiricò: il folletto si toglie lo sfizio di mettere il timbro ai tre punti e affossare la sua ex squadra, superando un paio di difensori e piazzando il pallone nell’angolino alla sinistra del portiere Lanni. Game over e prima che cali il sipario Beretta fallisce il tris. Poco importa in una giornata che consegna tre punti di platino. E tra l’altro, udite-udite, senza prendere nemmeno gol per la prima volta dall’inizio del campionato.E sabato si deve obbligatoriamente tornare a vincere tra le mura amiche.

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