MANFRDONIA. DON TONINO BELLO: L’UTOPIA FATTA STORIA . UN PROFETA DEL NOSTRO TEMPO

 

DON TONINO BELLO: L’UTOPIA FATTA STORIA . UN PROFETA DEL NOSTRO TEMPO

 

Un incontro illuminante quello che ha avuto luogo lo scorso  martedì 22 ottobre  presso l’Auditorium “Valentino Vailati” della Diocesi di Manfredonia con  S.E. Franco Moscone, arcivescovo della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, S.E. Domenico Cornacchia, Vescovo di Molfetta e con  il dott. Domenico Cives medico di Molfetta.

Tutti i relatori hanno relazionato su “Don Tonino Bello :Un profeta del nostro tempo”.

Significativa e commovente è stata soprattutto la lunga testimonianza svolta dal dr. Cives, medico ed amico di don Tonino Bello.

Il dr. Cives – ha confessato che inizialmente non voleva incontrare don Tonino perché riteneva  esagerata la  fama che si era creato intorno alla sua figura,  salvo poi ricredersi sin dal primo incontro organizzato in  parrocchia al quale Cives decise di prendere parte in compagnia della figlia ,ancora bambina, forse – azzardiamo-  per soddisfare la propria curiosità.

In quella occasione, ricorda Cives, don Tonino – quel prete bastardo – gli confessò di essere stato colpito piacevolmente dalla immagine del medico presente all’incontro che

teneva per mano la figlioletta, una immagine che  definì come una “ icona  della difesa delle nuove generazioni”.

Il relatore ha ricordato commosso l’atteggiamento di sgomento che lesse sul viso di don Tonino, in tutto simile a quello che prende  tutti i pazienti ai quali  viene diagnosticato per la prima volta un tumore.

Lo sgomento durò un attimo perché subito subentrò in don Tonino, sebbene ancora giovane, il sereno abbandono nelle mani del Signore perché fosse fatta la Sua volontà.

Come per la malattia così per la prematura morte, don Tonino accettò serenamente il suo destino 

anche se il distacco dalla vita terrena e dall’affetto che Egli nutriva per gli amici procurano a don Tonino, un profondo dolore come era naturale per un uomo come Lui che viveva il suo attaccamento alla terra con la medesima intensità con la quale ubbidiva a Dio.

Questi sentimenti il dr. Cives li lesse negli occhi di don Tonino nel momento supremo del distacco terreno.

Attraverso  gli altri interventi si è abbozzata la figura di un vescovo che nella sua essenza è rimasto un prete che ha aiutato e guidato il suo gregge secondo i precetti della Chiesa, nel rispetto di tutti e

soprattutto nel rispetto della umanità che è in ciascun uomo.

Don Tonino era un uomo anche allegro, che ha saputo ridere e far ridere, che spesso ricordava,  in diletto romano  una poesia di Trilussa  sull’ulivo che un taglialegna voleva far diventare una statua di un santo :  “Te ringrazzio tanto/risponde l’ulivo/ma er carico d’olive che ciò addosso/nun te pare un miracolo più grosso/de tutti quelli che farei da santo?”.

Il fatto stesso che si  parli di Lui ,a distanza di 26 anni dalla Sua salita al Cielo, ci fa comprendere che il seme da Lui gettato ha germogliato e dato vita a tante riflessioni ed iniziative che riguardano la Sua opera ed il Suo pensiero.

Ho conosciuto per puro caso don Tonino Bello proprio a San Giovanni Rotondo  in un giorno festivo di sabato o domenica, tanti anni fa, non ricordo l’anno, la giornata di sole mi invogliò a fare  una bella e salutare passeggiata a piedi, su  verso i Cappuccini .

Nello spiazzale soprastante la Chiesa  Santa Maria delle Grazie, i giovani dell’Azione Cattolica avevano allestito una tendopoli all’interno della quale c’erano un centinaia di giovani provenienti da diverse parti d’Italia.

Seppi subito che si trattava di un raduno nazionale dell’A.C. I ed arrivai in cima nel momento stesso che veniva data la parola ad un ancora giovane sacerdote  che io

non conoscevo neppure di nome: quel sacerdote poi seppi essere don Tonino Bello, vescovo di Molfetta.

Stavo per allontanarmi ma notai l’attenzione ed il silenzio dei giovani e decisi di restare in piedi  qualche minuto ancora  per capire.

Senza rendermi conto fui attratto dalla dolcezza delle parole che come un fiume uscivano dalla bocca di quel  vescovo, parole che mi hanno soggiogato ed indotto a sedermi per ascoltare sino alla fine il suo pensiero che aveva certamente sedotto non solo me toccando le corde più intime del cuore di tutti coloro che lo ascoltavano.

Quel ricordo di don Tonino mi è rimasto indelebile e credo che una identica impressione abbia fatto in

tutti coloro che lo hanno conosciuto e frequentato poiché le sue parole semplici e chiare toccavano l’animo umano.

In un certo senso la personalità di don Tonino ci appare limpida ed autenticamente cristiana   poiché Egli esprimeva con le azioni quello che pensava, senza alcuna riserva, mettendo in atto la volontà del Signore.

Il messaggio che Egli ci ha lascato è abbastanza comprensibile anche se poi metterlo in pratica non è sufficientemente facile per tutti noi.

La Chiesa ,a quanto è dato di sapere, ha avviato il lungo processo canonico per la sua canonizzazione.

Signore.

Il messaggio che Egli ci ha lascato è abbastanza comprensibile anche se poi metterlo in pratica non è sufficientemente facile per tutti noi.

La Chiesa ,a quanto è dato di sapere, ha avviato il lungo processo canonico per la sua canonizzazione.

 

Giuseppe Pizzìcoli

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