Paolo Augelli stende l’Otranto e fa ripartire il San Marco

La gara contro l’Otranto si presentava come un’importante crocevia per il San Marco. Oltre a dare ossigeno ad una classifica deficitaria, dopo tre sconfitte, la vittoria può essere fondamentale per un gruppo che sul campo non raccoglie quanto merita. Anche gli arbitri spesso penalizzano i garganici. Mister Iannacone può contare su tutto l’organico a cui si è aggregato anche il giovanissimo Bevilacqua, proveniente direttamente dal vivaio sammarchese.

Il primo tempo è equilibrato e contrassegnato da continui capovolgimenti di fronte: Salerno non concretizza da buona posizione; al centro del campo Menicozzo e Diarra danno vita ad una sfida nella sfida.

Nella ripresa il San Marco schiaccia i Leccesi nella loro metà campo. La prima occasionissima, al 12’ st, capita sulla testa di Salerno servito da destra da un incontenibile Quitadamo. L’attaccante mira al palo lontano, la palla sfila fuori per centimetri. Dopo 3’ l’aitante attaccante del San Marco restituisce il favore a Quitadano che, solo di fronte a Caroppo, viene ipnotizzato dall’ex Brescia che respinge con il piede. Il San Marco pressa da tutte le zone del campo, la difesa otrantina tiene e spessa ha buon gioco in fase difensiva su Salerno, Quitadamo e Quaresimale. Mister Iannacone forza, vuole vincere e butta dentro Molenda per Grasso e, nel finale, Coco per uno stanco Quaresimale. Dentro anche Bevilacqua, classe 2003.

Il fortino leccese eretto davanti a Caroppo tiene fino al minuto 43 quando da un fallo laterale battuto lungo da Molenda, Salerno anticipa gli avversari e spizza sul secondo palo per l’accorrente Augelli che prima stecca poi riesce e calciare di nuovo verso rete, l’esperto Caroppo c’arriva ma non trattiene. Esplode il “Tonino Parisi” per la gioia incontenibile dei tanti tifosi accorsi. L’Otranto non si arrende e dopo qualche pericolosa mischia nell’area dei locali, l’ultimo brivido lo procura Diarra che, dalla lunetta, calcia al volo, la palla è molto lontana dal bravo Ruznic.

Dieci punti nelle prime dieci giornate non sono sufficienti per la salvezza diretta, obiettivo della società del presidente Calabrese; sul campo la squadra spesso ha meritato qualcosa di più nonostante gli infortuni ed una rosa da completare.

Antonio BALDASSARRE

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