Prossimamente una mostra fotografica di Padre Pio a Boiano, città che ha dato i natali all’architetto della Chiesa “grande” di Santa Maria delle Grazie

Prossimamente una mostra fotografica di Padre Pio a Boiano, città che ha dato i natali all’architetto della Chiesa “grande” di Santa Maria delle Grazie

 

 INTERVISTA CON ELIA STELLUTO IL FOTOGRAFO UFFICIALE DI PADRE PIO

 NON SOLO LA VITA DI SAN PIO E’ STATA INCREDIBILE MA ANCHE LA PERFEZIONE DI ALCUNE MIE FOTOGRAFIE  E’ INSPIEGABILE !”

 

Elia Stelluto è conosciuto in tutto il Mondo come il fotografo di Padre Pio; è risaputo che il Frate ,poi salito agli altari della Santità, non aveva proprio simpatia per giornalisti e fotografi; faceva una eccezione per il giovane Elia,che conosceva da ragazzino ed era stato con Lui chierichetto a servire nella celebrazione della Santa Messa.

Elia Stelluto allestisce mostre e cataloghi con le foto che riprendono i momenti di vita di San Pio,dal 1942 da quando aveva appena 7 anni e già era appassionato della macchina fotografica,quella che il Frate Santo chiamava scherzosamente”mastrillo” .

L’artista ci ha riservato  una straordinaria intervista per parlarci delle sue fotografie e dei preparativi  riguardanti l’allestimento di una ennesima mostra che sarà effettuata nel mese di agosto (25-26  del mese) a Boiano ,piccolo Paese della provincia di Campobasso.

Perché proprio a Boiano questa mostra ?” – chiediamo – ; ed il nostre ospite così ha soddisfatto la nostra curiosità “ La mostra intende esprimere la mia riconoscenza nei confronti di un uomo che molto ha dato alla città di San Giovanni Rotondo con a Chiesa di Santa Maria delle Grazie che è stata progettata ed eseguita dall’architetto Giuseppe Gentile, un figlio proprio della città di Boiano!”.

Elia Stelluto ha documentato ,in migliaia e migliaia di scatti, non solo i momenti più salienti della vita straordinaria terrena di Padre Pio ma anche momenti di vita semplice, di ogni giorno.

Gli episodi, immortalati nei suoi scatti, che concretamente fanno gridare al soprannaturale sono tanti e tali che è anche impossibile ricordarli e raccontarli tutti.

E dunque parliamo di un testimone privilegiato della vicenda umana unica di San Pio, quella del l’84 enne Elia Stelluto, ribattezzato come “il fotografo ufficiale di Padre Pio”, che   quando aveva soli 7 anni,come chierichetto conobbe il Frate che poi doveva salire agli altari della Santificazione  intrattenendo rapporti umani di dimestichezza e di affetto con il Santo interrottamente sino alla morte di Padre Pio avvenuta nel 1968.

In realtà, una interruzione, sia pure breve di 6 mesi, ci fu poiché Elia, appena 17enne ,nel 1954, fu costretto ad abbandonare  l’Italia per raggiungere,  insieme  alla mamma  ed alle  due sorelle ,il papà   emigrato per lavoro in Argentina ,in quanto, dopo da seconda guerra mondiale,  in Italia si pativa la fame e mancavano  le condizioni minime di sopravvivenza; Elia dopo solo sei mesi tornerà in Italia ma ,di questo straordinario episodio  torneremo a parlare più diffusamente, più avanti.

Il nostro Elia, fin da giovanissimo ebbe modo di conoscere, grazie anche alla sua intraprendenza, non solo Padre Pio ,ma anche  Federico Abresch,  proprietario di una avviata agenzia fotografica aperta in San Giovanni Rotondo ,il quale  da subito ebbe modo di apprezzare le qualità artistiche del giovanissimo !.

Nel lungo arco temporale che va dal 1942 al 1968, grazie all’affetto che aveva nei  confronti di Elia  – che scherzosamente chiamava “uaglione” , Padre Pio acconsentiva, di buon grado, a posare a quanti scatti egli volesse.

Ho sottoposto Padre Pio a migliaia di scatti – aggiunge Elia –  ma non avevo con Lui alcuna foto, cosicché quanto nel 1954 stavo per lasciare il mio Paese per raggiungere papà in Argentina ,a Buenos Aires, chiesi al Padre di avere con Lui una foto mentre era in cella , ed Egli,in un primo momento si rifiutò in quanto era vietato fotografarlo nella cella,poi acconsenti”.

Dopo la foto Elia espresse a Padre Pio il suo desidero di poter un giorno,  di la da venire, di rivedere Padre Pio almeno un’altra volta nella sua vita; Padre Pio ,dal canto suo, gli rispose che si sarebbero rivisti presto, come effettivamente avvenne.

Il rientro di Elia in Italia è un episodio che ha anch’esso del miracoloso, solo che si pensi che ,all’epoca i costi di un viaggio all’estero, erano esorbitanti ed impossibili da sostenere!.

Il nostro fotografo amico di Padre Pio, in verità , appena sbarcato in Argentina,aveva trovato subito lavoro in una importante azienda fotografica.

Ciò nonostante,Elia pensava sempre all’Italia e al suo bel Paese ed a Padre Pio ; il desiderio del rientro era diventato un vero e proprio tormento  per cui decise di recarsi al Consolato italiano dove ebbe modo di conoscere e stringere una calorosa amicizia con  un alto funzionario che, poi,scoprì che conosceva San Giovanni Rotondo e che lo stesso era innamorato di  Padre Pio ;e proprio questo funzionario  mandò a chiamare i genitori di  Elia per convincerli ad autorizzare il figlio minorenne al rientro in Italia : le spese di viaggio vennero pagate dalla ditta Abresch ,ed una volta tornato al suo Paese, Elia riprese, con immenso piacere, il suo lavoro di fotografo.

Il catalogo fotografico sulla vita di San Pio, oggi rappresenta una buona ricostruzione della vicenda umana del Frate di Pietrelcina, inviato per pochi mesi a San Giovanni Rotondo per riprendersi da una stato precario di salute ed,invece, quivi  rimasto per tutta la vita, per i segni imperscrutabili del Signore.

I ricordi dell’artista suscitano una forte emozione come se i fatti raccontati fossero avvenuti da poco tempo, episodi specifici della propria vita la quale ,quasi sempre,si interseca con quella di San Pio; eventi molti dei quali ,spesso,hanno del soprannaturale e dell’inspiegabile secondo le leggi che ci governano .

Un solo ma significativo episodio per tutti,  va al di là dell’ordinario: i numerosi scatti fotografici

effettuati senza flash da Elia, in condizioni ambientali proibitive nel corso delle messe celebrate da Padre Pio su di un altare nel quale erano accese  due sole candele : al di là di ogni aspettativa, dopo  lo sviluppo sono venute fuori inspiegabilmente fotografie perfette,bellissime.

Il risultato delle foto rimane assolutamente inspiegabile secondo quanto riferisce ancora oggi il fotografo del Santo;Elia ha così chiosato nel commentare questo mistero :”  il fotografo non sono stato io ma lo stesso Padre Pio!”.

 

Giuseppe Pizzìcoli

 

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