San Giovanni Rotondo, furti corrente elettrica da 14mila euro: 8 braccianti in manette

Un collegamento alla rete elettrica Enel realizzato abusivamente, che andava ad alimentare un intero podere, nel quale risiede un gruppo di famiglie di braccianti. È quanto emerso nei giorni scorsi a seguito delle indagini perpetrate dalla compagnia dei carabinieri di San Giovanni Rotondo, coadiuvata dal personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna.

Il misfatto è emerso nel corso della perquisizione di un casolare (sito in zona “Santa Tecchia”), dedita al rinvenimento di quanto sottratto recentemente nelle campagne adiacenti dopo il verificarsi di alcuni furti.

I militari si sono accorti che le otto famiglie, residenti in alloggi indipendenti all’interno dello stesso podere, erano del tutto sprovviste di un contatore di energia elettrica, della quale potevano comunque servirsi a piacimento.

I carabinieri hanno, pertanto, potuto rilevare, mediante il supporto dei tecnici Enel, che l’intero stabile veniva alimentato da un collegamento elettrico abusivo, nonché altamente pericoloso, alla rete sita nelle immediate vicinanze. A seguito del fatto, gli agenti hanno assicurato alla giustizia otto braccianti agricoli, per i quali l’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari. Si tratta di: Bica Mioara (di 47 anni), Vasile Dorel (43 anni), Gusatu Ilie Catalin (18 anni), Barac Stefan (32enne), Soare Octavian Florin (40 anni), Soare Adi Marius (39enne), Nechifor Marin (58 anni) e Iliev Mihail (di anni 40). Gli otto arrestati – sette di provenienza romena e uno di nazionalità bulgara – dovranno rispondere di furto aggravato e continuato di energia elettrica in concorso. L’ammontare del danno arrecato è stimato complessivamente attorno ai 14 mila euro.

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