“LA LUNA ED IL CIBO” : TEMA DEL  24° APPUNTAMENTO AD ORSARA DI PUGLIA CON PEPPE ZULLO CHE ATTERRA NEL’ORTO  DEI  MIRACOLI  IN TUTA LUNARE  E  ZUCCA  SOTTO IL BRACCIO.

“LA LUNA ED IL CIBO” : TEMA DEL  24° APPUNTAMENTO AD ORSARA DI PUGLIA CON PEPPE ZULLO CHE ATTERRA NEL’ORTO  DEI  MIRACOLI  IN TUTA LUNARE  E  ZUCCA  SOTTO IL BRACCIO.

 

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Il 24° Appuntamento di Peppe Zullo con la Daunia e gli esperti del settore enogastronomico, quest’anno,  ha avuto luogo  nella suggestiva cornice di Villa Jamele, ad Orsara di Puglia, domenica 13 e lunedì 14 ottobre, in collaborazione con la  Slow Food ed Orsara Città Slow.

I due sostantivi “luna e cibo” che connotano il tema della 24 Edizione, apparentemente sembrano non possedere

tra loro alcuna connessione, mentre, al contrario, gli interventi hanno dimostrato una evidente relazione ed interdipendenza.

Intanto, l’immagine del piede dell’uomo sulla Luna impressa nell’immaginario collettivo rappresenta un’icona della realizzazione dell’impossibile, emblema di un futuro dalle mete incredibili.

Nessuno avrebbe immaginato  in quel tempo che  la tecnologia applicata in ogni campo del nostra esistenza, non ultimo nel settore agro alimentare , avrebbe trasformato le nostre abitudini, il nostro modo di pensare e di intendere il cibo: non più come bisogno individuale, ma come bisogno di una collettività sempre più numerosa da sfamare; un’arte, quella culinaria che si apprestava a diventare

sempre più tecnologica con  l’utilizzo della chimica ad ogni costo, anche a discapito  del gusto semplice e genuino.

Il Convegno ha evidenziato che, a cinquant’anni dal giorno in cui Neil Armstrong metteva piede sulla Luna, molte cose sono cambiate, ma resta la voglia dell’uomo di migliorarsi sempre.

Costituisce  conquista recente la ricerca della felicità attraverso la semplicità, la centralità dell’azione dell’uomo, la centralità della materia prima, il rispetto per il territorio e l’ambiente, la ricerca di nuove frontiere ed una curiosità senza limiti.

In definitiva, il futuro  guarda alla Luna ma nella consapevolezza che esso  può costruirsi partendo dalla terra e dai suoi prodotti

Introducendo i lavori, il giornalista Oscar Buonamano, Vice Presidente dei Giornalisti Abruzzesi, ha evidenziato come  l’uomo ha sentito il bisogno di fare, 50 anni fa, un lungo e fantastico  viaggio sulla Luna, affinché da tanto lontano  potesse meglio guardare  e prendersi cura della Terra.

Il relatore ha anche posto l’accento sulla necessità di più spiccate competenze e preparazione culturale in tutti i settori della vita e quindi anche nella preparazione del cibo, a partire delle cose più semplici, come la pizza.

Il maestro pastaio  Raimondo Mendolia ha ricordato che andare sulla Luna è servito per vedere meglio la Terra e quindi correggere le storture della tecnologia con l’obiettivo ultimo di realizzare un cibo più

genuino e mangiare bene spendendo meno soldi per medicine.

Il relatore si è soffermato sulla necessità di salvare il Pianeta tornando a produrre grani senatore Cappello e privilegiare i grani riscoperti e necessariamente coltivati in Italia con tutte le garanzie offerte dalle nostre leggi.

Il prof. Gaetano Manfredonia ha ricordato l’importanza  e l’influenza della Luna e delle sue fasi  nel settore dell’agricoltura , una Luna che influenza l’umore e la stessa vita dell’uomo. “Cerchiamo di atterrare sulla terra – ha chiosato l’oratore- e dare un contributo autorevole per la difesa del territorio ma nello stesso tempo, siamo un poco più visionari –e come diceva Flaiano- stiamo con i piedi impiantati nelle nuvole !- perché non tutti i sogni muoiono all’alba!.

Nel corso degli interventi di lunedì 14 ottobre presso Piano Paradiso, Gaetano Manfredonia si è soffermato sulla importanza delle relazioni umane nel progredire della cultura, relazioni ostacolate oggi dall’architettura urbanistica delle attuali costruzioni che  non fanno uscire dalle “idiozie individuali” ed ostacolano la felicità dell’uomo.

Infine, il ristoratore  Enzo D Pietro ha rimarcato come la fedeltà alla tradizione è la filosofia che, attraverso tre generazioni, dal 1934 cura piatti e ricette rigorosamente legate al territorio.

Tutti gli incontri che si sono svolti nelle due Giornate Orsaresi  hanno illuminato la figura di un  PEPPE Zullo  cuoco –contadino che ha saputo restituire alla sua terra l’orgoglio che merita, uno dei

migliori ambasciatori dell’eccellenza pugliese nel mondo il quale sta dedicando tutte le sue energie   allo studio e cura della  qualità e tracciabilità delle materie prime, alla riscoperta dei valori più autentici della tradizione mediterranea, intendendo il  cibo come elemento di felicità .

Una strada maestra, quella percorsa dal Maestro, lungo la quale  Peppe Zullo continua a produrre sogni e realtà nel segno del gusto.

 

Giuseppe Pizzìcoli

 

 

 

 

 

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