Agguato di San Marco in Lamis, la risposta dello Stato: attivate misure di controllo della criminalità

Il tragico epilogo di sangue avvenuto recentemente nel Gargano ha suscitato la risposta forte e immediata da parte dello Stato. A partire dal 16 agosto, infatti, – come stabilito durante il vertice sulla sicurezza capeggiato dal Ministro dell’Interno Minniti – giungono nel foggiano nuove unità speciali di prevenzione e lotta alla criminalità.

In zona garganica vengono collocate 24 nuove unità di supporto; si tratta dei Carabinieri Cacciatori di Calabria e Sardegna.

Dopo aver impugnato e registrato le mappe relative al territorio garganico, le unità si sono subito rese operative nei segmenti più impervi della Capitanata e del Gargano. A presentare il gruppo è il colonnello Marco Aquilio, comandante provinciale: “Si tratta di un corpo d’élite, immediatamente impiegato sul territorio e dispiegato in zone impervie per ricerche in zone più complesse dal punto di vista orografico. Queste unità rappresentano senz’altro per noi un notevole valore aggiunto“.

La Capitanata viene ripartita in 5 macro aree di intervento, tra le quali la città di Foggia, l’area San Severo-Apricena-San Marco in Lamis, il triangolo Manfredonia-Monte Sant’Angelo-Mattinata, il territorio del viestano e la zona Cerignola-Orta Nova. La città di San Severo ospiterà inoltre una nuova sezione del Reparto Anticrimine.

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