Assistenza anziani non autosufficienti Covid-positivi asintomatici e paucisintomatici. Proposta di “residenze assistite”

OGGETTO: Assistenza anziani non autosufficienti Covid-positivi asintomatici e paucisintomatici. Proposta
di “residenze assistite”
Egr.Presidente, Spett.le Assossere, Spett.li Dirigenti,
nelle ultime settimane, con l’incremento generale dei contagi, sono aumentati anche quei casi, particolari
ed altamente sensibili, di anziani soli, non autosufficienti, positivi asintomatici o paucisintomatici al SARSCoV-19 e perciò in isolamento domiciliare. Parliamo di un numero considerevole di persone in tutta la
Regione che, pur non necessitando di cure ospedaliere per il trattamento dei sintomi da Covid, hanno
patologie particolari come Alzheimer, demenza vascolare, malattie neurodegenerative, malanni legati alla
senescenza ed altri problemi che gli impediscono una vita autonoma o del tutto autonoma, magari a causa
del ricovero di un congiunto, dell’impossibilità, da parte di parenti o assistenti, di far loro visita per non
essere, a loro volta, vettori del virus o più semplicemente perché soli.
Credo sia giusto, in questi casi, che le buone prassi sul contenimento dei contagi vadano contemperate con
l’assoluta necessità di costituire una valida rete socio-assistenziale che non isoli i più deboli né li
abbandoni a se stessi.
A tal proposito, propongo l’idea di organizzare delle “residenze assistite” presso strutture ricettive del
territorio, in grado di fornire, anche in collaborazione con realtà specializzate nel caregiving, tutti i servizi di
soggiorno ed assistenza necessari, tra i quali: servizi igienici in camera, percorsi di sicurezza, dispositivi di
protezione individuale, colazione, pranzo, cena, cambio e sanificazione della biancheria, personale sociosanitario ed infermieristico dedicato. Sarebbe, altresì, auspicabile garantire pure il supporto medico,
attraverso i medici di medicina generale o delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, per il
monitoraggio (anche mediante apparecchiature di diagnostica portatili) dei pazienti con bisogni di
assistenza compatitili con la permanenza al domicilio o con sintomatologia clinica più blanda, anche al fine
di evitare il peggiorare delle infezioni da Covid19 o delle condizioni generali nei casi di comorbidità.
In tal modo, le ASL locali procederanno alla contrattualizzazione con le strutture ricettive, sulla base del
fabbisogno e della congruità delle tariffe con riferimento ai servizi richiesti, mentre verranno liberati posti
letto negli ospedali per gli ammalati più gravi.
Trovo veramente assurdo lasciare soli i più deboli, fragili, i più vulnerabili. Del resto, è compito delle
istituzioni esserci laddove non c’è nessuno. Confido, pertanto, in un positivo riscontro della presente e
porgo distinti saluti.

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