CONVEGNO ORGANIZZATO DALL’UNITRE DI SAN GIOVANNI ROTONDO

         

   UNA SOCIETA’ CHE NON RISPETTA GLI ANZIANI E’ UNA SOCIETA’ SENZA FUTURO

Si è svolto, ieri sera,nei locali del Chiostro Comunale , un interessante ed istruttivo  Convegno sul tema “I diritti degli anziani “, organizzato dall’ UNITRE Università delle Tre età di San Giovanni Rotondo, con il patrocinio della Città  e della Regione Puglia.

Hanno relazionato sui diversi aspetti della complessa problematica, gli avv. Raffaele Lombardi  e Michele Massa nonchè la psicologa-psicoterapeutica dott. Anna Maria Prencipe. Gli interventi sono stati introdotti dal dott. Giuseppe Pizzìcoli mentre i lavori sono stati coordinati da Gennaro Palladino, direttore dei corsi Unitre.Le conclusioni sono state affidate alle sagge parole del dr. Onofrio Grifa, Vice Presidente dell’Associazione Unitre il quale al termine del suo intervento ha dedicato ai numerosi ed attenti partecipanti una sua poesia sulla figura dell’anziano.

I risultati del Convegno, arricchito dal successivo dibattito con il pubblico presente, possono essere riassunti come segue.

E’ noto a tutti che l ‘esercito dei c .d. anziani, altrimenti detti “over 65” è in continua crescita grazie ai progressi della medicina, alla  migliorata alimentazione  e ad uno stile di vita più appropriato.

Tuttavia l’allungamento della vita comporta in Italia,come anche negli altri Paesi, problemi di natura economica poiché i Governi sono costretti a stanziare maggiori risorse da destinare al settore della sanità  per fronteggiare  le accresciute esigenze sanitarie degli anziani .

Tutto ciò porta a guardare  ai problemi legati agli anziani in termini di problematicità ed indurre la società a ritenere gli over 65  un peso,un incomodo, una forza inattiva non più in grado di produrre qualcosa.

Vi è quindi il rischio che l’anziano venga sempre di più rilegato in una condizione di emarginazione, e che venga disperso quel patrimonio culturale di valori, di saggezza, di memoria storica che non dovrebbe essere mai offuscato.

Certamente la vigente Costituzione italiana riconosce agli anziani come a tutti i cittadini ,senza distinzione di età e di sesso,gli stessi diritti fondamentali,  secondo i principi di uguaglianza e di solidarietà ,tra i quali il diritto alla salute con l’art. 32 della Costituzione.

Tuttavia la Costituzione ( e neppure la” Carta dei diritti “ emanata dall’Unione Europea) non è in grado  di assicurare agli “over 65” una assistenza sanitaria adeguata, poiché le norme costituzionali hanno come destinatari non i singoli cittadini ma il Parlamento italiano il quale è tenuto a tradurre i principi costituzionali in   leggi ordinarie che hanno la finalità   di  migliorare la vita delle nostre comunità locali. La palla ,come al solito, passa al Governo ed alla politica.

Si è quindi sottolineato come la tutela degli anziani,sopratutti di coloro che necessitano di cure continue, costituisce un problema sociale che con gli anni diventerà sempre più cruciale ,tant’è che è stato calcolato che nel 2050 gli anziani saranno 21,8 milioni, ossia il 34,3% della intera popolazione italiana, “una immensa e grande casa di riposo”.

Nulla,tuttavia,  può giustificare l’emarginazione degli anziani. Nel passato  la figura dell’anziano

aveva una notevole importanza per il suo ruolo  sociale e culturale tanto che a loro venivano  riservati i posti più elevati della scala sociale politica.

Dovremmo riflettere molto di più su quello che gli uomini illustri del passato dicevano. Socrate ha sostenuto che la saggezza appartiene agli anziani. Democrito giudicava la vecchiaia pregna di valori più dell’età giovanile. Platone riteneva che la senilità è un’occasione per rafforzare le virtù spirituali. Solone ritenne di dover promulgare una legge che obbligava i figli al mantenimento dei genitori anziani. Gli anziani saranno pure un peso per la società ma sono una ricchezza

per i giovani. Di recente Papa Francesco parlando degli anziani ha detto:  gli anziani  siamo noi tra pochi o molti anni : una società che non rispetta gli anziani è una società senza futuro .

Giuseppe Pizzìcoli



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