Elezioni comunali – Giulia Rita D’Onofrio

Mi presento…Mi chiamo Giulia Rita D’ Onofrio, ho 38 anni, sono nata e vivo a Manfredonia.. Di professione insegnante, dopo un diploma di maturità classica, ho conseguito due lauree: la prima delle quali, in lettere classiche, con 110 e lode ed applauso accademico, presso l’ Università degli studi di Foggia. La seconda, sempre con 110 e lode, in Scienze Pedagogiche( studiando la notte), con altrettanti attestati(tra cui, quello da Tecnico ABA e Tutor BES e DSA )ed un Master in Evoluzione delle Scienze Pedagogiche. Da qualche settimana, ho deciso di intraprendere un altro corso di studi, quale quello in Scienze della Comunicazione. Perché, da quasi un decennio, quale appassionata di giornalismo ed informazione, legata ai mondi della cultura e del sociale, ho condotto programmi svariati presso tutte le principali emittenti, radiofoniche e televisive della mia città ( Rete Smash, Radio Manfredonia Centro e Manfredonia TV.) Nel mio Salotto Culturale, ho cercato di valorizzare le eccellenze del mio paese e del nostro bellissimo territorio, vera fucina di talenti. Ho presentato numerosissimi eventi legati al mondo dello spettacolo, del cinema, della musica( io stessa sono una musicista e cantante lirica )delle arti e della cultura. Ho curato, con dedizione e spirito di abnegazione, due Uffici Stampa, legati a due straordinarie realtà di Manfredonia.. Quella del Manfredonia Calcio ed il Venticinquennale del Premio di Cultura Re Manfredi. Circa quest’ ultimo, dividendo incarichi, oneri ed eventi da organizzare, con un’ altra collega. Due esperienze che mi hanno fortificata ed arricchita, come persona e come professionista. Ho collaborato con diverse realtà associative del territorio, soprattutto quelle legate al mondo del volontariato: da quello ospedaliero al mondo amatissimo delle diverse abilita’. Ho gestito, come insegnante unica, corsi di alfabetizzazione agli stranieri, valorizzando, nel contempo, un vero e proprio processo di integrazione dei precitati, in un contesto sociale, economico, politico, religioso e culturale, distante anni luce da quello di appartenenza di ciascuno di essi. Ho collaborato e collaboro con 5 testate giornalistiche, locali e non, scrivendo di tutto ciò che pertiene all’ universo culturale, in senso lato. Partendo dai suddetti presupposti e da una passione politica che vive in me da sempre, alimentata da una presenza paterna che ha avuto l’ onore di essere stato Consigliere Comunale anni or sono, nonché candidato Sindaco, per e nel nostro bellissimo territorio, nel segno di indiscussi valori cristiani, di correttezza, trasparenza ed onestà, che contraddistinguono la mia famiglia, ho deciso, ancora una volta, con immenso entusiasmo, di mettere in campo le mie forze ed umili competenze, per la mia città… Senza promesse vane, senza illusioni, senza lusinghe… Ma, nel segno di un impegno concreto e determinato a favore di realtà per le quali vorrei operare, fattivamente: dalla scuola alla dispersione scolastica, alle politiche sociali, alla povertà e fragilità educative…Se ritenete che io possa rappresentare un valore aggiunto per il nostro paese, accordatemi la vostra fiducia….Io, ci metto la faccia…
Scegliamo con il cuore… Ma, soprattutto…
Con raziocinio… È tempo di voltare pagina…
Io ci sono…💪💪💪💪💪💪Grazie per il vostro sostegno. Giulia Rita D’ Onofrio.💗💗💗💗💗

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Yevstakhii Zelinskyi, per gli amici Stas, è a Casa Sollievo dal 21 aprile
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A Casa Sollievo della Sofferenza diagnosticata una malattia neurologica rara ad un profugo ucraino ricoverato da 5 mesi Stas, così si chiama il 27enne fuggito dalla guerra, con una diagnosi precisa non dovrà più fare terapie che potevano anche peggiorare la sua condizione. Adesso spera di poter tornare nella sua terra, a Leopoli: «Grazie Italia! Speriamo di tornare presto in Ucraina. Chiediamo solo di vivere in pace nelle nostre case». —————– Sarà finalmente dimesso nelle prossime settimane Yevstakhii Zelinskyi, per gli amici Stas, il paziente ucraino di 27 anni arrivato nell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo nell’aprile del 2022 per fuggire dalla guerra e trovare cure più efficaci per la sua malattia. È scappato dal suo paese insieme a sua madre grazie ad un gruppo spontaneo di cittadini che, con Missione Maestro, guidati dal regista Antonio Giampaolo, subito dopo l’inizio della guerra hanno iniziato spontaneamente a portare aiuti in Ucraina con l’apporto di volontari da tutta Italia. Nei territori colpiti dai primi bombardamenti russi, i volontari hanno evacuato donne e bambini e tra questi, a Leopoli, c’era un paziente con una malattia neurologica e gravi difficoltà di deambulazione. Arrivato in Puglia Stas aveva con sé una diagnosi di malattia neurologica complessa da 10 anni, definita come “sospetta sclerosi multipla”. Dopo il ricovero, comparando le sue risonanze magnetiche con quelle tipiche dei pazienti con sclerosi multipla, lo staff della Neurologia ha subito compreso che qualcosa non quadrava. Con un approccio multidisciplinare ‒ che ha coinvolto anche le unità di Neuroradiologia, Riabilitazione Fisica e Rianimazione II ‒ gli specialisti si sono convinti che la sua fosse sì una malattia demielinizzante, ma non definibile come sclerosi multipla. «Abbiamo così deciso di analizzare e studiare il liquor, un liquido del sistema nervoso centrale e i suoi campioni ematici ‒ hanno sottolineato i neurologi Danilo Fogli e Maria Bianchi ‒. Con la collaborazione del Laboratorio di Neuropatologia del Policlinico Gian Battista Rossi di Verona sono stati così individuati degli anticorpi che definiscono una sindrome “rara”, da poco identificata: encefalite autoimmune associata ad anticorpi anti-mog, una malattia che caratterizza l’1.5% delle malattie demielinizzanti. In pratica Stas ‒ spiegano i medici ‒ ha una complessa infiammazione cronica ai tessuti cerebrali causata da anticorpi che improvvisamente “impazziscono” ed attaccano i tessuti sani del cervello, provocando infiammazioni che si acutizzano e che con appositi trattamenti tornano in condizioni di quiescenza clinica». «Adesso Stas ha una diagnosi precisa di malattia autoimmune rara che coinvolge il Sistema Nervoso Centrale e potrà seguire terapie mirate per controllare in maniera più adeguata l’andamento clinico ‒ ha sottolineato Giuseppe d’Orsi, dal mese di maggio direttore dell’Unità di Neurologia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ‒. Nel corso della degenza nel nostro reparto ha presentato un improvviso peggioramento delle sue condizioni cliniche con una sintomatologia neurologica e polmonare acuta che ha necessitato anche del supporto rianimatorio, e con un graduale miglioramento dopo terapie mirate a base di cortisone e di immunoglobuline. La diagnosi di precisione ha permesso di impostare una terapia mirata cronica immunosoppressiva che si spera possa essere continuata anche nel suo paese. Probabilmente nelle prossime settimane – ha concluso il primario – il paziente sarà dimesso per essere destinato ad una struttura residenziale riabilitativa. Per lui il cammino è ancora lungo e difficile. Continueremo a seguirlo a distanza anche in relazione ai principi di solidarietà ed affetto verso una persona sofferente a cui tutti in reparto si sono molto legati in questi mesi». Stas non vede l’ora di tornare in Ucraina, anche se c’è la guerra. È a San Giovanni Rotondo dal 21 aprile assieme a sua madre Alina, accolta dal Centro di Accoglienza Santa Maria delle Grazie della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. «Vogliamo ringraziare tutti ‒ ha spiegato Stas con l’aiuto di sua madre ‒, innanzitutto Antonio e i volontari di Missione Maestro che ci hanno portato fin qui a San Giovanni Rotondo per le cure. In Ospedale ci sentiamo in famiglia, ci stiamo ormai da 5 mesi. Non smetteremo mai di ringraziare medici, infermieri, OSS, tecnici, e tutto il personale con il quale abbiamo stretto una bella amicizia. Adesso speriamo presto di tornare nella nostra terra, a Leopoli, che qualcuno vuole sottrarci. In fondo ‒ ha concluso ‒ noi chiediamo solo di vivere in pace nelle nostre case. Grazie all’Italia per tutto l’affetto e per le cure. Non lo dimenticheremo mai». ————————————————- IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza Casa Sollievo della Sofferenza è un ospedale ad elevata specializzazione, di proprietà della Santa Sede, riconosciuto dal 1991 come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la tematica di riconoscimento “Malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa”. L’Ospedale conta circa 2.700 dipendenti, di cui 164 ricercatori tra biologi, medici, biotecnologi, statistici, ingegneri, bioinformatici e tecnici; il 60% dei ricercatori è costituito da personale con età inferiore ai 35 anni. Dalla seconda metà del 2015 è operativo il nuovo Centro di Ricerca di Medicina Rigenerativa ISBReMIT, struttura all’avanguardia per concezione e dotazioni nell’ambito della medicina traslazionale per le malattie genetiche, degenerative e oncologiche. La struttura ospita, tra i laboratori ad altissimo contenuto tecnologico, una cell factory e un laboratorio per la produzione di biofarmaci in regime di Good Manifacturing Practice, vale a dire per uso clinico, ad includere, cellule staminali somatiche e iPS, vettori per terapia genica e biomateriali. ——————————————– Per ulteriori informazioni Ufficio della Comunicazione e Relazioni Esterne IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza (Nicola Fiorentino, giornalista) Tel. 0882.835521; Cell. 366.6511656; ufficiocomunicazione@operapadrepio.it; www.operapadrepio.it

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