Gli OSS in prima linea anche in difesa dei propri diritti

Gli OSS in prima linea anche in difesa dei propri diritti

impegnati nella grande emergenza sanitaria della pandemia, numerosi operatori socio-sanitari si sentono abbandonati in vista della scadenza del loro contratto

In una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Francesco Cappucci, portavoce degli OSS degli Ospedali Riuniti di Foggia, esprime la preoccupazione per provvedimenti che stentano ad arrivare in vista della scadenza del contratto di collaborazione, prevista, dopo un rinnovo di un mese, il prossimo 31 agosto. Francesco e altri 155 colleghi erano stati assunti, nello scorso mese di marzo, tramite un’agenzia di lavoro interinale per poi vedersi riconoscere un contratto senza speranze certe per il futuro. Nonostante l’incontro avuto con il Premier, l’operatore di San Giovanni Rotondo scrive nella sua lettera che le cose sono cambiate di pochissimo «e mi chiedo se lo Stato vuole abbandonare i suoi “Eroi”: coloro che ci hanno messo anima e cuore per sconfiggere questo Covid 19» rinunciando per mesi agli affetti più cari. Oggi, più che il virus, questi lavoratori temono l’incertezza per il futuro delle loro famiglie, offuscato dal timore di perdere l’occupazione. A rendere il quadro ancora più difficile si aggiungono i problemi di carattere normativo che vedono nel Concorso Oss l’unico mezzo per poter ottenere un contratto a tempo indeterminato. «Giuseppe Conte ha le possibilità di trovare una seria soluzione per questo caso e per casi simili; sì perché nella nostra situazione si trovano tantissimi altri colleghi assunti per l’emergenza Covid e in fase di scadenza contrattuale – continua Cappucci  – non chiediamo la luna, chiediamo un lavoro, vogliamo dare uno stipendio alle nostre famiglie, vogliamo mettere a disposizione della collettività tutta la nostra esperienza maturata a Foggia durante le fasi più delicate della crisi pandemica, che non è terminata e che, anzi, rischia una recrudescenza inimmaginabile; vediamo i nuovi OSS, quelli del Concorsone, arrivare in reparto impauriti, sono impacciati, non sanno da dove partire, non sanno cosa fare e ci dispiace anche per loro; ecco perché faccio appello al direttore Dattoli perché trovi una soluzione che stia bene a tutti e che ci permetta di arrivare in servizio fino al prossimo avviso pubblico, a cui intendiamo partecipare; non siamo arrabbiati con chi deve essere assunto dal Concorso, anzi loro hanno tutti i diritti di chiedere e di avere, ma chiediamo un piccolo spazio anche per noi, che siamo stati meno fortunati di loro».

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