Il discorso di p. Franco Moscone “Manfredonia, ti rinnovo l’appello a ri-alzarti rafforzandolo con un secondo verbo: CONVERTITI!”

“Manfredonia, ti rinnovo l’appello a ri-alzarti
rafforzandolo con un secondo verbo: CONVERTITI!”
Cari concittadini di Manfredonia e devoti della Madonna Regina di Siponto,
un anno fa al termine della processione esordii con queste parole: “non si può
soccombere al negativo, non si può vivere di sola attesa di un qualcosa o qualcuno
che venga a risolvere i nostri problemi. È unicamente da dentro, dal nostro vivere
insieme come società civile e Chiesa locale e dal nostro senso del bene comune, che
dobbiamo e possiamo trovare tutti gli elementi necessari per una rinascita alla
grande, sicuri che Manfredonia non solo possiede una grande storia da ricordare,
ma ne ha davanti una ancora più grande e magnifica da costruire!”.
Quanto vissuto nel lungo e doloroso periodo del lockdown ha dimostrato che
la città non si è arresa, non ha pianto sul negativo, ma ha agito e reagito con
coscienza e capacità di solidarietà e di attaccamento al bene comune: si è sentita e
vista veramente UNA. Intendo dare atto di questa meravigliosa capacità insita e
vivissima tanto nella società civile che nella comunità credente della Chiesa
sipontina, e ringraziare tutti (singoli cittadini, Istituzioni e Associazioni) per la
responsabilità e coesione dimostrata. Il grazie vuole veramente raggiungere tutti:
quanti hanno garantito con il loro lavoro e dedizione professionale la cura della
salute ed i servizi sociali e civili, rischiando e a volte mettendo in pericolo le loro
stesse persone; e quanti (ne sono la maggioranza) hanno “obbedito” con
responsabilità alle direttive che limitavano le libertà individuali e sembravano
sospendere diritti primari garantiti dalla stessa Costituzione.
Mi auguro che tale esperienza resti nella memoria di ognuno e in quella
collettiva, non solo per raccontare quanto sperimentato, ma per ravvivare i valori
comuni, le competenze sviluppate e le capacità in grado di costruire il presente e di
aprire al futuro da abbracciare con speranza. La quarantena, oltre che un grande
momento di prova, è stata un laboratorio di solidarietà, di attenzione e cura, di
senso del bene comune, di sacrificio e rinuncia: parole che si erano dimenticate e
che non facevano più parte del nostro linguaggio. La quarantena è stata inoltre
laboratorio di unità ed identità comune: ci ha fatto mettere da parte, almeno per un
po’, gli idoli dell’individualismo e dell’egoismo, tanto “adorati” nella cultura
globalizzata e nella vita virtuale, idoli ai quali si era disposti a sacrificare la stessa
dignità della vita. Tutti, dai bambini agli anziani, da chi sta facendo i primi passi nella
vita a chi ha già trasmesso una ricca eredità di esperienza, hanno partecipato e
portato il proprio contributo collaborando a trafficare i valori che sostengono e
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garantiscono la vita civile e l’identità sociale tanto della città che della comunità
credente che la abita. Il periodo trascorso è stato un laboratorio di collaborazione
tra generazioni, un laboratorio riuscito, che si sappia trarre da esso tutto quanto
serve a far rinascere, ripartire e rialzare la nostra magnifica città!
Rinnovo quindi l’appello dell’anno scorso: Manfredonia ri-alzati!
Ri-alzati:
 dalla paura del futuro,
 dal pessimismo per la carenza di motivazioni e possibilità di sviluppo,
 dalla rassegnazione e difficoltà a programmare e progettare alla grande,
 dalla pigrizia a pensare con prospettive ampie e lungimiranti,
 dai sentimenti negativi che ti fanno giudicare e percorrere strade sempre e
solo al ribasso.
Manfredonia ri-alzati, la capacità ce l’hai, è scritta nella tua storia più che
bimillenaria.
Ti rinnovo l’appello a ri-alzarti rafforzandolo con un secondo verbo in
questo modo: Manfredonia CONVERTITI!
Manfredonia, non fraintendere questo verbo, sappi che la CONVERSIONE non
tocca solo la sfera religiosa o spirituale, ma riguarda tutto l’umano e tutte le
dimensioni che fanno della vita dell’uomo una vita dignitosa e di sviluppo.
Invitandoti a convertirti, ti chiedo di cambiare mentalità e direzione di marcia, di
educare il cuore a nuove decisioni, nuove scelte, nuovi criteri e nuovi orizzonti.
Convertiti Manfredonia:
… ossia, GUARDA E CAMMINA INSIEME, NELLA DIREZIONE COMUNE: nella
direzione del bene comune che non lascia indietro nessuno, che non fa preferenze
di persone o categorie, che non scarta e abbandona, ma accoglie, sostiene e si fa
carico di tutti partendo dai più lontani e sfavoriti.
La CONVERSIONE deve raggiungere e coinvolgere tutte le dimensioni e gli
ambiti della vita personale, familiare e pubblica. Infatti non vi può essere
cambiamento sociale se prima non vi è un radicale cambiamento personale. Con
estrema sintesi desidero ricordarti, cara Manfredonia, che hai bisogno delle seguenti
sette CONVERSIONI:
 1° Conversione sociale. E’ fondamentale che riprenda a crescere la “classe
media”, non continuare a diminuire, come è stato nell’ultimo decennio e
come si rischia nel periodo post Covid. Non possiamo avere due o più città:
una Manfredonia di garantiti, che sono in grado di affrontare le crisi senza
risentirne troppo o addirittura guadagnandoci, e una Manfredonia di persone
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sempre più in difficoltà e destinate ad essere scartate, sacrificate agli idoli
degli interessi privati e di parte. Serve una conversione sociale per superare la
crescente diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza ed investimenti
della stessa in settori che generino ritorni nell’intero tessuto sociale.
 2° Conversione istituzionale. Un’alleanza tra tutte le Istituzioni per fermare gli
affari dei clan e delle mafie, favoriti sempre dalle crisi e che oggi cavalcano
quella generata dal COVID, diventa indispensabile: non c’è tempo da perdere.
Manfredonia convertiti favorendo le Istituzioni che hanno come unica finalità
quella di farti crescere in sviluppo e futuro, sollecitando la tua responsabilità,
non diminuendola o affievolendola. Manfredonia, non credere a chi ti
promette vie facili e veloci di riuscita, non credere a chi ti offre occasioni
immediate di sviluppo, ma solo per ingannarti e continuare ad approfittarsi di
te. Non permettere che si faccia violenza ai tuoi numerosi e variegati
ambienti: relazionali, sociali, naturali, educativi, produttivi.
 3° Conversione economica. Manfredonia, sento il dovere di citarti e proporre
al mondo della tua imprenditoria e del lavoro la riflessione di Papa Francesco
al n. 53 dell’Evangelii Gaudium: “Così come il comandamento ‘non uccidere’
pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo
dire ‘no a un’economia dell’esclusione e della inequità’. Questa economia
uccide. … Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più
forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa
situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate:
senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l’essere
umano in sé stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare.
Abbiamo dato inizio alla cultura dello ‘scarto’ che, addirittura, viene
promossa. Non si tratta più semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e
dell’oppressione, ma di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella
sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in
essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bensì si sta fuori.
Gli esclusi non sono ‘sfruttati’ ma rifiuti, ‘avanzi’”. Si tratta di rischi reali che
toccano anche te, cara Manfredonia. Faccio appello alle donne e uomini
talentuosi, che sono presenti e sono molti in città, perchè grazie al loro genio,
competenza, passione e determinazione non abbiano paura a dar vita a
imprese innovative, efficienti e competitive che riversino sul territorio gran
parte del valore aggiunto creato a favore dello sviluppo di posti di lavoro e
della comunità residente. Si tenga sempre presente che non è il lavoro a
servizio del profitto e del capitale, ma il profitto e il capitale a servizio del
lavoro; che il lavoro non è solo un diritto, ma è la fonte della dignità della
persona: il lavoro “dignifica”, è diaconia dell’uomo. Un’economia che metta il
profitto a fine e valore è un’economia falsa, asservita ai potenti ed addirittura
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assassina. Perciò invitandoti a convertirti ti chiedo di liberati dal lavoro nero,
dal lavoro sottopagato, dal lavoro usato come ricatto elettorale e come forma
perversa di una politica clientelare e corrotta. Manfredonia, scommetti sulla
possibilità della conversione economica!
 4° Conversione ecologica. Manfredonia, non puoi dimenticare il tuo recente
passato industriale di cui porti ancora evidenti e indelebili ferite causate da un
inquinamento devastante che, in nome di un progresso economico abortito,
ha diffuso malattie le cui conseguenze si continuano a pagare oggi senza
sapere ancora per quanto tempo. Manfredonia, non compromettere
ulteriormente il tuo delicato ecosistema già largamente provato, mettendo a
rischio sia la salute della popolazione, sia il mantenimento di lavori esistenti e
che costituiscono l’anima della tua agricoltura, pesca e turismo. Perciò
convertiti alla bellezza del tuo mare di cui sei figlia, alla bellezza delle tue
strade, dei tuoi vicoli, dei tuoi palazzi da custodire e preservare con la logica
della cura e della responsabilità. Manfredonia, sii custode dell’irresistibile
bellezza del tuo territorio, che incanta tanto chi vi abita, come chi ti viene a
visitare!
 5° Conversione politica. Dalle grandi crisi non si esce senza la politica. Si tratta
però, come ammoniva San Paolo VI, di quella politica che costituisce la forma
più alta e fine di carità. La politica è chiamata a progettare l’architettura della
città, a guidare le dinamiche della vita civile di modo che ogni cittadino si
senta sempre a casa propria, rispettato, accudito e sostenuto. L’autentica
politica è quanto mai lontana dai conflitti o interessi clientelari, dalle logiche
perverse della spartizione di poteri e dal conquistare ambiti per coltivare solo
interessi privati o addirittura criminali.
 6° Conversione culturale. Non ti manca, cara Manfredonia, una grande e ricca
tradizione culturale: ne sei di sicuro fiera, e soffri per la non manifestazione di
quest’anno. Ma la tradizione o diventa vita e si fa radice di futuro o si
trasforma in intralcio: roba vecchia, citando Guido Gozzano “roba di pessimo
gusto … da relegare nelle soffitte”, incapace di comunicare all’anima collettiva
e quindi destinata a sparire. Perciò continua a coltivare le domande,
soprattutto quelle vere, come anche i dubbi e la voglia di capire, il senso dello
stupore che è la radice di ogni ricerca. Non rinunciare alla bellezza della verità
senza la quale la libertà diventa cieca e capricciosa. Culturalmente non
dimenticarti che la frase più pericolosa in assoluto è la seguente: “si è sempre
fatto così!”!
 7° Conversione educativa. Senza scommettere sull’educazione delle persone
singole, delle generazioni e dell’insieme dell’intera collettività, nessuna delle
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conversioni richiamate sopra potrà realizzarsi, e tu, cara Manfredonia,
continuerai ad essere preda dei più forti e non gioia per tutti i tuoi abitanti.
Educare non significa “costringere” in parametri o logiche di controllo
repressive, ma liberazione e sviluppo delle migliori energie individuali e
collettive. Manfredonia, non abbandonare la vocazione educativa, approfitta
di tutte le occasioni per regalare ai tuoi cittadini la vera libertà costruttrice di
futuro e sviluppo per tutti!
Come vescovo intendo, questa sera, affidare alla Vergine quest’esperienza di
“laboratorio valoriale” di cui tutti i cittadini di Manfredonia sono stati e devono
continuare ad essere protagonisti. Prego la Vergine di Siponto perché, una volta
liberati dalla morsa del virus, si mantengano vivi i valori sperimentati e la solidarietà
vissuta e ci si incammini nelle sette conversioni citate. Si tratta di veri “anticorpi”, in
grado di affrontare ogni forma di divisione, interessi di parte, scelte indiscriminate,
ingiustizie e quant’altro mina le relazioni civili ed il bene comune, favorendo sempre
il ricco a danno del povero, i privilegiati a scapito degli ultimi, i potenti indifferenti
verso i deboli.
Come vescovo. Questa sera, prego la Regina di Siponto perché raggiunga il
cuore di ogni devoto e cittadino manfredoniano, rendendolo un cuore capace di
ascolto, di sensibilità fraterna e di collaborazione per lo sviluppo del bene comune.
Prego perché si accolga la sfida che ci attende: diventare persone capaci di
“profondità interiore” per collaborare a costruire una città più solidale e coesa ed
una Chiesa più secondo lo stile del Vangelo.
Manfredonia, sappi che se svilupperai questi sette ambiti di conversione,
renderai te stessa una città sempre più “civile” e, come Chiesa, sarai capace di far
risplendere la gioia del Vangelo. Convertendoti tornerai ad essere città al servizio
del bene comune e Chiesa Madre di cuori che generano relazioni d’amore.
Amen!
+ p. Franco Moscone crs
arcivescovo
Manfredonia, 31 agosto 2020

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