Il Foggia lontano da Foggia vince e diverte: 4 a 1 a Vercelli

Quattro zampate, delle quali due dal dischetto, per mettere i piedi finalmente fuori dalla zona play out. Dall’inferno al Paradiso, perché la serata del Foggia non comincia di certo bene. La squadra di Stroppa presenta sorprese nell’undici iniziale: sulla corsia sinistra della difesa debutta Celli, con Loiacono dirottato sulla corsia opposta e Gerbo finalmente avanzato sulla mediana.

La posta in palio è altissima, una sorta di spartiacque per due pericolanti. Il Foggia, come detto, parte male. Sembra ancora una squadra bloccata quella che dopo appena 9 minuti capitola. L’azione che porta i piemontesi in vantaggio è viziata dall’ennesimo pasticcio della retroguardia: Coletti cincischia e Raicevic non perdona. Le streghe tornano a materializzarsi, anche perché la manovra annaspa e non si intravede nulla di buono sui pochi tentativi a rete dei rossoneri. Tuttavia il viaggio dall’inferno al Paradiso è breve, perché l’inerzia della partita muta in maniera netta poco prima della mezz’ora: la combinazione Mazzeo-Deli viene stoppata da una spallata plateale in area di Konate. Calcio di rigore – netto – e rosso diretto per il difensore ivoriano. Dal dischetto Mazzeo fa centro e ristabilisce le sorti di una contesa che a quel punto si infiamma. Il Foggia prova ad approfittare immediatamente dell’uomo in più. Grassadonia spera di correre ai ripari: fuori Vives, un centrocampista, dentro Bruno. Squadre lunghe e capovolgimenti di fronte improvvisi e continui. Il Foggia sciupa almeno un paio di nitide occasioni da gol per ribaltarla ma rischia nelle ripartenze dei padroni di casa: Guarna questa volta risponde presente. In mezzo anche un gol annullato a Mazzeo per fuorigioco. Prima dell’intervallo, però, il Foggia rivolta la gara come un calzino e lo fa approfittando di un erroraccio del neo entrato Bruno, il quale sbaglia l’aggancio e consente a Chiricò di involarsi a rete e di trafiggere, con la punta del piede, il portiere. Gara completamente ribaltata e non soltanto nel punteggio.

Il Foggia la comanda e la gestisce ma in qualche occasione offre il fianco. La girandola dei cambi non risparmia Stroppa, che al 58esimo manda dentro Fedato per Beretta e qualche minuto più tardi Agazzi per Chiricò. Al 69’ arriva il tris che questa volta sì, la chiude la sfida: Legati tocca ingenuamente con una mano la palla in area, l’arbitro accorda il penalty e dagli undici metri, ancora Mazzeo, fa centro realizzando l’ottava marcatura stagionale. Passano solo due minuti e il Foggia cala il poker: azione insistita in area di rigore, nel Foggia ci prova Agazzi e sul rimpallo Mazzeo serve Deli che di testa costringe Marcone al salvataggio. Il portiere della Pro Vercelli nulla può però sulla sassata di Fedato che fa 4-1. A quel punto è solo accademia: Stroppa concede la gioia del debutto in B anche a Lodesani, che prende il posto di Celli e chiude riprovando il 3-5-2. Fedato centra in pieno la traversa con una bordata da fuori mentre i duemila cuori rossoneri hanno già cominciato da un po’ la festa. I fantasmi di Cesena, pagati a caro prezzo anche nell’intermezzo col Parma, sembrano siano davvero alle spalle.

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