Il Paese Italia “ frantumato” se passa la proposta di “ autonomia regionale differenziata” I rischi illustrati nel corso del Convegno ANPI a San Giovanni Rotondo

Nel corso di un interessante Convegno organizzato dall’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani – nella Sala ex Ospedaletto di piazza Santa Maria de Mattias di San Giovanni Rotondo, il prof. Nicola Colaianni,l’on. Michele Galante e la prof.ssa Alba Siena hanno discusso sul tema concernenti i rischi per il Paese con l’autonomia regionale differenziata e le ingiustificate disuguaglianze che si verrebbe a creare tra le Regioni del Nord rispetto a quelle del Sud.

Allo stato, due sono le Regioni del Nord (Regione Lombardia e Regione Veneto) che hanno ottenuto , a seguito di referendum regionale, il viatico per contrattare con lo Stato nazionale il riconoscimento di una “autonomia differenziata” ,la quale, in buona sostanza, si fonda su alcuni corollari e su un ragionamento del seguente tenore :” poiché questa regione paga più tasse perché i suoi abitanti sono più ricchi, la Regione ha diritto a trattenere più risorse anche perché lo standard del livello di vita è più elevato”.

L’obiettivo ,quindi, delle Regioni ad autonomia differenziata, è quello di spostare una quota maggiore di risorse in favore delle Regioni del Nord ,operazione che fatalmente comporterebbe una contrazione delle risorse per le restanti regioni meridionali.

La cultura alla base di tali iniziative si fonda sul convincimento che sia più proficuo rafforzare le aree del Paese più competitive piuttosto che disperdere le risorse per un rilancio economico nazionale : una idea che sta prendendo sempre più piede e giustificata dalla circostanza che il Mezzogiorno è visto come terra di cattiva amministrazione,di spreco delle risorse pubbliche,di parassitismo e di inefficienza.

In nome di questa cultura, l’Italia corre il rischio di aggravare il distacco tra il Nord ed il Sud del Paese,e tutto ciò in barba,prima di tutto,alla sua Carta Costituzionale ed ai suoi principi fondamentali di unità, uguaglianza dei cittadini, di parità dei diritti dei cittadini, a cominciare da istruzione e salute.

Il prof. Nicola Colaianni ha messo in guardia,tra l’altro dal rischio che potrebbe derivare da un’idea che sta avanzando,quella secondo cui chi sta avanti deve avanzare sempre di più, un’idea che intende premiare la competenza, l’efficienza e la capacità di saper competere in Europa e nel Mondo.

Certamente il Mezzogiorno d’Italia ha le sue colpe, ma l’Italia non può tornare indietro di mille anni,ai tempi delle Repubbliche marinare di Venezia, Genova, Amalfi e Pisa.

I valori culturali, sociali e politici contenuti nella Costituzione Italiana non possono dispersi attraverso gli egoismi di una cultura populista ed oscurantista.

Un apprezzamento, infine, al Presidente della ANPI Sezione di San Giovanni Rotondo,Michele Del Sordo, per aver scelto un tema cruciale sul quale,oltre che discutere, occorre riflettere e confrontarsi con chi ha a cuore il bene della nostra amata Italia.

Giuseppe Pizzìcoli

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