IPSSAR “M. Lecce” IV B di San Giovanni Rotondo.Festa della Liberazione 2019

La realtà che ci circonda, nonostante rappresenti il liquido amniotico in cui viviamo, è di difficile comprensione. La burocratizzazione e le pulsioni egoistiche presenti nei vari contesti della vita sociale, sembrano assorbire il nostro tempo, anestetizzando la più intima e peculiare qualità dell’essere umano, ossia la sua facoltà di dialogare con se stesso, una peculiarità in grado di attivare il pensiero critico e che consente all’uomo di distinguere la bellezza dalle brutture del mondo.

La democrazia non muore improvvisamente: non è facile portare un popolo a rinunciare alle sue idee di libertà e civiltà. Si procede gradualmente, si fanno abituare le persone a qualcosa che inizialmente rifiutano: che succede se i neri annegano in mare o si sperimentano armi chimiche sulla gente?

La fuga dalla responsabilità è favorita dall’opacità delle informazioni e da complesse macchine burocratiche che, contrariamente ai principi contenuti nella nostra Costituzione, rendono la nostra società verticale  e gerarchizzata.

Progressivamente ci si adegua e si finisce per diventare qualcosa che non si sarebbe voluto e, all’inizio, nemmeno si sarebbe immaginato.

In occasione della festa della Liberazione, gli studenti della classe IV B dell’IPSSAR “M. Lecce” ci invitano a pensare, a riflettere sul concetto di umanità e sull’importanza della libertà, attraverso la lettera di un condannato a morte della resistenza italiana. Come scrive Zagrebelsky: “Le lettere contengono la voce di uomini e donne, appartenenti a tutte le età e a ogni ordine sociale, consapevoli del dovere della libertà e del prezzo ch’essa, in momenti estremi, comporta. Chiunque anche oggi le leggerà, vi troverà un’altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci

sia più bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per tramandarla e mantenerla viva nella coscienza, come radice da cui attingere forza”.

Buona Festa della Liberazione!

La docente di classe.

Prof.ssa Nunzia Turco

 

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