La Regione dice No all’impianto per il trattamento dei rifiuti organici in zona “Amendola” nel territorio di San Giovanni Rotondo

La Regione dice No all’impianto per il trattamento dei rifiuti organici in zona “Amendola” nel territorio di San Giovanni Rotondo

Abbiamo sempre pensato che prima di considerare “fattibile” il progetto bisognava ragionare in termini di territorio”

La Regione Puglia boccia il progetto per la costruzione dell’impianto di trasformazione rifiuti, proposto dalla “Green Solution”, che l’Amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, invece, aveva approvato ritenendolo “fattibile”.

L’ Agenzia territoriale della Regione Puglia, l’AGER, ritiene che il progetto della s.r.l., che prevede la costruzione e l’esercizio di un impianto di digestione anaerobico per il trattamento dei rifiuti organici urbani finalizzato alla produzione di biogas e compostaggio finale, nei pressi dell’aeroporto militare “Amendola”, non è compatibile con la vocazione del territorio. Inoltre, la stessa indica come motivazione principale la sovrapposizione con l’impianto già autorizzato sito a Foggia in località Passo Breccioso e l’incompatibilità con le attività dell’Aeronautica militare.

 «Tra le motivazioni dell’AGER ci sono molte questioni che noi abbiamo posto come perplessità per l’autorizzazione a costruire un impianto di rifiuti nel nostro territorio- spiega la portavoce del M5s Nunzia Palladino. Sin da subito ci siamo posti il problema politico di come mai per l’amministrazione comunale non costitutiva un problema autorizzare un impianto a così forte impatto, come appunto dimostra il parere dell’AGER. Abbiamo sempre pensato che prima di considerare “fattibile” il progetto bisognava ragionare in termini di territorio e di reale produzione di rifiuti e ripensare la pianificazione territoriale del ciclo dei rifiuti, in accordo con i comuni limitrofi. L’AGER, infatti, boccia il progetto anche perché esiste già un impianto autorizzato e in un luogo già caratterizzato da impiantistica. Inoltre la Regione sottolinea, pur non entrando nel merito, che il luogo dove si voleva autorizzare l’impianto ha una vocazione specifica agricola. Ancora una volta, purtroppo, siamo costretti a evidenziare che i criteri di valutazione dell’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Michele Crisetti, sono altri, non certo quelli della sostenibilità ambientale. Le politiche ambientali avrebbero bisogno di maggiore impegno e attenzione, e di più ampia visione, in una città che ha già pagato, e ancora paga, a caro prezzo la mancanza di una progettualità adeguata».

 

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