SAN GIOVANNI ROTONDO : L’AMMINISTRAZIONE E’ COMPLETAMENTE ASSENTE E A FARNE LE SPESE SONO LE TASCHE DEI CITTADINI

L’AMMINISTRAZIONE E’ COMPLETAMENTE ASSENTE E A FARNE LE SPESE SONO LE TASCHE DEI CITTADINI

 

Più volte noi consiglieri di opposizione con varie note e interpellanze abbiamo fatto notare all’Amministrazione che durante l’anno 2019 c’è stato un risparmio rispetto a quanto preventivato per il costo del servizio di igiene urbana. Questo risparmio è dovuto principalmente perché il vecchio appalto dei rifiuti è stato di fatto prorogato per tutto il 2019 e in verità da quanto constatato anche per i primi due mesi del 2020. Eppure qualcuno aveva detto che non ci sarebbero state più proroghe (sic !). Questo stato di cose ha portato dei risparmi per le casse comunali sicuramente superiori ai 150 mila euro. Avevamo chiesto che tali importi venissero scomputati dal costo del servizio per il 2020 in modo da far diminuire la TARI, ma loro cercando di confutare la nostra tesi, rispondendo ad un’interpellanza di dicembre, hanno inserito tra i pagamenti della tari i vecchi canoni non pagati alla Lombardi Ecologia nel 2016 per circa 180 mila euro. Cosa non legittima e sbagliata perché tali canoni i cittadini li hanno già pagati nel 2016.

Oggi quando tutto il mondo è fermo per il coronavirus, il 06.04.2020, con D.D. n.306 hanno quantificato il costo del servizio di gestione dei rifiuti urbani per il 2020. Leggendo la determinazione si può notare che non solo non hanno sottratto quanto risparmiato nel 2019 ma hanno aggiunto un prudenziale 10% dei costi sostenuti per il conferimento dei rifiuti nel 2019 pari circa a 100 mila euro.

In pratica invece di diminuire la spesa di circa 150 mila euro l’hanno aumentata di altri 100 mila euro!

La cosa appare ancora più assurda se si pensa che nel mondo c’è una pandemia e che da marzo quasi tutte le attività sono chiuse. A rigor di logica si sarebbe dovuto decrementare del 10% i costi di conferimento, perché sicuramente la chiusura della maggior parte delle attività commerciali, come ad esempio alberghi e ristornati, dovrebbe portare ad una diminuzione dei conferimenti dei rifiuti. Se così non fosse significherebbe che c’è qualcosa che non funziona e quindi anche la ripartizione della TARI tra utenze domestiche e non domestiche fatta dal Comune sarebbe sbagliata e da rivedere. A riprova però di quanto ipotizzato c’è di conforto il dato dei conferimenti di marzo (659 ton) che segnano un calo rispetto alle quantità conferite sia a gennaio (781 ton) che a febbraio (726 ton) e diventa ancora più evidente se confrontato con i dati di marzo 2018 (805 ton) e marzo 2019 (730).

Ma non finisce qui. Nelle spese riportate nel quadro economico del servizio del 2020 compare la spesa per il Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) e del collaboratore amministrativo pari a circa 57 mila euro. Tale spesa in barba a quanto previsto dalla legge (D.Lgs. 50/16), dal regolamento comunale per la costituzione e ripartizione del fondo incentivi per le funzioni tecniche (D.G. 225/18) e alle tasche dei cittadini è stata calcolata nella D.D. n.232 del 09.03.2020 in modo del tutto errato. Nella determina partendo dai 64 mila euro del quadro economico dell’appalto dei rifiuti del 2019 (2% – incentivi per funzioni tecniche) prendendone l’80% (51 mila euro) e sottraendo quanto già incentivato ai dipendenti comunali, circa 8 mila euro, (D.D. n.1551 del 13.12.2019) hanno ottenuto 43 mila euro. Questi soldi sono poi stati divisi tra i due dipendenti che assumeranno il ruolo di DEC e di collaboratore a cui hanno aggiunto gli oneri previdenziali CPDEL e IRAP che ammontano a circa 14 mila euro.

La legge, però, non dice questo e il regolamento comunale lo ribadisce (art.6), al DEC e al collaboratore spetta il 48% dell’80% di quanto previsto per le incentivazione tecniche nel QTE del servizio messo a gara (2019). Quindi sottraendo quanto già pagato (D.D.1551/19) dei 43 mila euro rimanenti solo il 48% di tale importo, cioè circa 20 mila euro, dovrebbe essere diviso tra il DEC e il suo collaboratore. Se si mette in conto che per i primi due mesi dell’anno era valido il vecchio appalto, la cifra spettante al DEC e al collaboratore per 10 mesi è pari a circa a 17 mila euro. Questa cifra è comprensiva anche degli oneri previdenziali, così come previsto all’art.3 comma 2 del regolamento e all’art.113 comma 3 del D.Lgs. 50/16 che recita: “Gli importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione”. Nel QTE del bando dei rifiuti approvato con Delibera del Commissario Straordinario n.5 dell’08.03.2019, a riprova di quanto previsto dalle norme, per il costo delle spese tecniche viene riportato solo il 2% del costo dell’appalto e cioè circa 64 mila euro non menzionando affatto gli oneri previdenziali. Gli oneri previdenziali calcolati a parte nelle successive determinazioni hanno aumentato il costo delle spese tecniche di circa il 30%. A dirla tutta, non avendo contabilmente impegnato le somme degli oneri previdenziali (Delibera n.5/19) che invece in seguito sono stati calcolati a parte e non inclusi nel 2%, non si capisce neppure come abbiano fatto a liquidare la prima parte degli incentivi del 2019 (D.D.1551/19) senza creare un debito fuori bilancio!

Sia il D.Lgs, 50 (art.113) che il regolamento (art.9) impongono inoltre la verifica che l’incentivo non sia superiore al 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo del dipendente a cui viene riconosciuto e se probabilmente questa verifica risulta corretta con le cifre calcolate secondo la legge, risulta molto difficile crederlo nel caso del calcolo fatto dagli uffici.

Non c’è stato alcun controllo, non sono stati riconosciute le economie del 2019 (150 mila euro), è stato aumentato del 10% il costo di conferimento (100 mila euro) anche se da più di un mese siamo alle prese con il covid-19, le attività sono chiuse e la gente è in difficoltà economica; sono stati riconosciuti incentivi tecnici per 57 mila euro contro i 17 mila previsti per legge, non è stato verificato se l’incentivo supera il 50% di quanto guadagnato dal dipendente tutto a danno dei cittadini e delle loro tasche, cittadini che saranno costretti a pagare queste ulteriori spese con la TARI.

Se a questo aggiungiamo il fatto che tanta gente non sta lavorando e ha notevoli difficoltà economiche, proprio non si comprende come mai l’Amministrazione non abbia abbassato il costo del servizio di gestione dei rifiuti e quindi la TARI nonostante in più occasioni sia stata richiamata dalle opposizioni alla verifica dei reali costi del servizio!

Caro Crisetti, grazie della città normale che stai costruendo!

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