LO PSICOLOGO A SERVIZIO DEL CITTADINO

LO PSICOLOGO A SERVIZIO DEL CITTADINO
A cura della Dott.ssa Adelaide C. CAPUANO
San Giovanni Rotondo, 23 marzo 2020.

Nessuno fino ad un mese fa avrebbe mai pensato ad una cosa del genere. Mai nessuno, giovane e meno giovane, avrebbe mai pensato che potesse succedere un evento di portata mondiale come quello che stiamo vivendo, una Pandemia così com’è stata definita qualche giorno fa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Questa situazione di emergenza dovuta al COVID-19 o Coronavirus sta ormai mettendo a dura prova non solo l’assetto sanitario ed economico del nostro Paese, ma anche la nostra salute psicologica. Preoccupazioni ed incertezze stanno aumentando con l’aggiornarsi dei dati sul contagio e sulla letalità del virus. Queste preoccupazioni si sono maggiormente accentuate il 9 marzo scorso quando il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato un Decreto che ha cambiato drasticamente le nostre abitudini restringendo al minimo il nostro campo di azione e i nostri spostamenti allo scopo di contenere il diffondersi dell’epidemia. È la prima volta nella storia della Repubblica Italiana che viene adottata una misura di tale portata. Si sta vivendo dunque un’emergenza mondiale che genera reazioni sia individuali sia collettive. Cosa può fare, quindi, ognuno di noi (a livello individuale dunque) per tutelare il proprio benessere psicofisico e quello di chi ci circonda?
Gestione della paura e delle altre emozioni negative. Una delle prime cose da imparare a fare è la gestione della paura. Partiamo dal presupposto che avere paura in questo periodo è normale, ma la paura può essere funzionale perché si può trasformare in attivazione e maggiore attenzione, come ad esempio per rispettare i protocolli di igiene (lavarsi le mani, utilizzare i DPI, ecc). E’ bene infatti ricordare che la nostra percezione della realtà varia a seconda delle emozioni che proviamo e, se siamo agitati, nervosi, impauriti, la nostra percezione del rischio può cambiare notevolmente. Quindi cosa si fa? Impariamo a riconoscere le nostre emozioni negative e ad accettarle, senza cercare di controllarle o nascondere a se stessi e agli altri (anzi magari aprendoci agli altri perché spesso le nostre paure sono anche le paure degli altri), semmai gestendole con il rilassamento e il controllo della respirazione.
Evitare lo stress. Si consiglia di evitare il rafforzamento degli stressor, ossia di tutti quegli stimoli esterni che sono fonte di stress. È inutile, dunque, interrogarsi sulla durata della quarantena, sulla paura di essere contagiati (o di poter contagiare gli altri), sulla noia, la frustrazione e l’essere privi di tutto ciò a cui prima non abbiamo mai saputo rinunciare, materialmente e non. Si deve, secondo i ricercatori, rendere questo periodo di isolamento ”più tollerabile per il maggior numero di persone possibile”, seguendo una serie di accorgimenti e di regole. È adesso il momento di tirar fuori la famosa Resilienza sviluppando un atteggiamento costruttivo e stabile nei confronti di questo evento negativo, senza alienare la nostra identità. Imparando, ad esempio, a vedere la casa come rifugio e non come prigione e il tempo come un regalo e non come un qualcosa di perso. È questa, infatti, un’importante occasione per imparare a fare nuove cose o riprendere a fare cose che prima non si aveva tempo di fare a causa dei numerosi impegni, per socializzare, per contattare persone che prima non si aveva tempo di contattare, per dedicarsi maggiormente a se stessi, per organizzarci e riorganizzarci quotidianamente e non solo, e magari, perchè no, anche di annoiarci un po’. Rilassiamoci guardando un film, leggendo, ascoltando musica, cucinando e molto altro ancora; anche perché la creatività oltre a distrarci migliora il nostro pensiero positivo. E quando non sappiamo cosa fare impariamo anche ad annoiarci un po’ e a gestire i “tempi morti” di una giornata. Prendiamoci (e riprendiamoci) i nostri tempi, i nostri spazi, i nostri affetti (seppure alcuni lontani).
Informazioni ufficiali ed istituzionali. Occorre, inoltre, andare alla modica ricerca di informazioni istituzionali trasparenti. Consiglio di guardare massimo due tg al giorno (mattina e sera) per rimanere aggiornati sulla situazione evitando di dar peso alle informazioni che circolano sul web, soprattutto se non pubblicate da fonti ufficiali ed istituzionali. Uno dei rischi di una non corretta informazione è il caos, il panico. Si arriva al punto di non sapere più a cosa credere andando nella confusione più totale. E il caos, si sa, non genera nulla di produttivo e funzionale in quanto non controllabile. Occorre, inoltre, non soffermarsi soltanto sulle notizie negative, ma anche su quelle positive in quanto rendono il nostro pensiero meno cupo facendoci intravedere spiragli di luce, rendendoci “più positivi” alla situazione.
Maggiori problemi possono però verificarsi in quelle persone che hanno maggiori difficoltà nella gestione della paura e dell’ansia poiché questo stato può diventare disfunzionale. Cosa fare dunque? Molti psicologi in tutta Italia si sono messi a disposizione (la maggior parte a titolo gratuito) per la Nazione. Sul sito del CNOP, infatti, alla voce ”Psicologi contro la paura” trovate materiale informativo su come affrontare psicologicamente l’emergenza. È stato stilato anche un decalogo che è possibile consultare, sempre sullo stesso sito, nel quale si invita tutte le persone che sentono un maggiore disagio psicologico a chiedere, senza alcun timore e senza alcuna vergogna, un aiuto professionale tramite “Psicologi online” che ti consente di trovare tutti gli Psicologi e gli Psicoterapeuti disponibili (nel pieno rispetto della normativa sulla privacy) su territorio Nazionale per teleconsulti ed interventi online. Inoltre, la sottoscritta, già un paio di settimane fa per propria iniziativa si era messa a disposizione anche dei propri concittadini svolgendo lo stesso tipo di servizio e, da una settimana circa, partecipa ad un progetto indetto nel nostro comune (San Giovanni Rotondo n.d.r.) dal nome “Noi ci siamo” in collaborazione con altri colleghi del territorio. Ciò per sottolineare come la professione psicologica, e nello specifico la sottoscritta, è solidale ed al fianco della popolazione italiana e dei propri concittadini di fronte all’emergenza COVID-19. Per maggiori informazioni rimando alla mia pagina professionale su Facebook e alle pagine del Comune di S.G.R.
Si ringrazia, per l’attuazione di tale progetto, il Sindaco Michele Crisetti, gli addetti ai lavori e gli altri colleghi partecipanti.

Dottoressa Adelaide Clara CAPUANO
Psicologa clinica e della salute

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