Lo Zac è ancora tabù: col Novara un altro pari

Dopo i 4 punti esterni il Foggia era chiamato alla conferma casalinga contro il Novara di Corini. Una vittoria che allo Zaccheria nel campionato cadetto manca da ben 19 anni. Finisce però due a due in una gara anomala ma anche emozionante.

Non capita spesso di assistere a un primo tempo in cui una delle due squadre è costretta a esaurire i cambi a disposizione. Due infortuni di natura traumatica (Camporese e capitan Agnelli) e uno muscolare (Floriano) complicano ulteriormente i piani a un Foggia che sembra parente brutto e cattivo di quello ammirato a Brescia e Carpi. Il tutto nonostante Stroppa si affidi ai giocatori più in palla del momento, dal confermato Floriano al rilanciato Chiricò. Proprio sul piede dell’ex brindisino parte il conteggio dei rimpianti rossoneri in avvio di gara. Fermo restando il solito canovaccio, che vede i satanelli far la partita e gli avversari attendere e capire quando e come contrattaccare, è un Foggia più prevedibile nel fraseggio, meno lucido nelle scelte. Ci sono poi alcune decisioni di Serra che contribuiscono a infervorare gli animi già accesi di default: lo Zaccheria tuona quando Chiricò viene affossato sull’out di destra a mezzo metro dal lato corto dell’area, e l’arbitro torinese converte il fallo in rimessa dal fondo. Si arrabbiano i calciatori quando un vantaggio non concretizzato per una chiara carica su Rubin a metà campo, porta il pallone dalle parti di Moscati, che indisturbato ha tempo, modo e spazio per inventarsi un super gol dai 25 metri. Stadio gelato, e Foggia in chiara difficoltà, anche perché i tre infortuni qualche effetto, almeno dal punto di vista mentale, lo arreca. A dare una botta di vita alla squadra di Stroppa il penalty concesso nel super recupero concesso dal direttore di gara (appunto per le numerose sostituzioni) per l’affossamento di Rubin in area. Mazzeo non sbaglia, e raddrizza la partita.

Nella ripresa con i cambi già esauriti, Stroppa può solo dare indicazioni, e stimolare mentalmente la squadra. I risultati arrivano quasi subito, quando Mazzeo pesca il perfetto inserimento di Fedato che dribbla Montipò e fa esplodere di nuovo lo ‘Zac’.

Da lì ha inizio la fiera dei rimpianti: perché Corini fa all in passando al 4-2-4 con Sansone e Chaija ai quali si aggiungono Dickmann, prestando il fianco alle ripartenze del Foggia. Manca il guizzo vincente, perché spesso si sbaglia la scelta nel passaggio o la misura dello stesso. E con le fragilità difensive della squadra di Stroppa, tenere per oltre mezz’ora il risultato in bilico è un lusso che i rossoneri non si possono permettere. Ancora su corner arriva la beffa, proprio con Dickmann, che premia la scelta in corsa di Corini (espulso per proteste), e frena l’entusiasmo del pubblico. La prima vittoria allo Zac è ancora rinviata.

Una chance sciupata per sfatare il tabù interno, in attesa del duplice impegno da urlo, che vedrà i satanelli far prima visita all’Empoli (domenica pomeriggio), e poi ricevere il Perugia allo Zaccheria nell’anticipo di venerdì 13 ottobre.

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