Manfredonia, pescatori in stato di agitazione chiedono aiuto al Prefetto

Pescatori sul piede di guerra a Manfredonia dove il settore più che altrove sta vivendo la crisi a causa delle restrittive norme imposte dall’Unione Europea. E non solo quelle. Per cercare soluzioni un gruppo di pescatori e armatori di Manfredonia hanno costituito un comitato per tutelare gli interessi economici dei lavoratori della pesca, assicurare continuità di occupazione lavorativa e le migliori condizioni di vita sociale e professionale, oltre che incrementare, valorizzare e commercializzare  il pescato attraverso la gestione del mercato ittico. Il presidente del Gruppo è Antonio Lorenzo Varrecchia, il vice presidente è Matteo Pastore, mentre il segretario è Domenico Carpano. Indice puntato non solo contro le normative europee, ma soprattutto per le numerose incombenze burocratiche che stanno scoraggiando il comparto. “Rispettiamo le leggi dell’Ue, siamo disposti a collaborare con le istituzioni ma non possiamo pagare la poco chiara normativa.  Per la pesca a strascico – dice il presidente del Gruppo – l’Europa ci impone di utilizzare reti con maglia di 40 millimetri e di formato quadrato. Ma queste reti in Italia non si trovano in commercio, pertanto per evitare sanzioni salate siamo costretti ad usare la rete con maglia 52, in poche parole perdiamo l’80% del pescato perché con questo tipo di reti i pesci di piccola taglia  non li peschiamo. E la Capitaneria di Porto quando ci controlla ci multa salatamente. Addirittura negli ultimi mesi abbiamo subito severi controlli da motovedette giunte persino dalla Sicilia, senza tolleranza. Veniamo sempre puniti, ad ogni minima svista. Il nostro è un lavoro pesantissimo, fatto di sacrifici, di lunghi giorni lontani dalle famiglie. Siamo il volano dell’economia di Manfredonia e veniamo maltrattati. Non siamo contro l’Europa o contro le regole e le autorità competenti, ma chiediamo un trattamento meno pesante nei nostri confronti, altrimenti ci costringono a tirare i remi in barca con tutte le nefaste conseguenze per il settore e per l’economia cittadina. Veniamo visti come bestie umane, la Polizia marittima ci controlla armata di pistole. Veniamo istigati e provocati. Non meritiamo tutto questo, vogliamo lavorare e garantire benessere ai nostri dipendenti, alle famiglie, e ripeto alla città che in questo momento difficile ne ha davvero bisogno”. I pescatori di Manfredonia chiedono anche un trattamento migliore sui controlli del cosiddetto “Log Book”, il giornale di bordo tecnologico che a volte sbagliamo a compilare perché impegnati in attività di pesca. E anche in questo caso sono multe salate. Siamo stanchi, chiediamo collaborazione a tutti, ad iniziare dal Prefetto di Foggia al quale abbiamo chiesto un incontro urgente per ribadire le nostre problematiche”. Intanto da lunedì il comparto marittimo di Manfredonia ha dichiarato lo stato di agitazione.

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