Matteo e Michele Pompilio, due sangiovannesi sull’Everest

Due intrepidi sangiovannesi, Matteo e Michele Pompilio, al campo base dell’Everest, sul ghiacciaio Kumbo. Per poter avanzare, in una zona così impervia e piena di crepacci occorre una squadra e una sosta di 90 giorni. “A 5200 metri – raccontano – ti scoppia la testa il cuore lo porti al massimo: i movimenti sono rallentati. Siamo rimasti bloccati a Lukla, un aeroporto situato in mezzo alle montagne. Si può raggiungere solo con un piccolo elicottero o a piedi”.

Da Lukla fino a campo base ci sono circa 70/75 km – spiegano – e bisogna attraversare il ghiacciaio Kumbo. Il campo base è qui; non si vede niente, solo nebbia e nuvole”.

Da quando, nel 1953, Edmund Hillary e Tensing Norgaystood toccarono per la prima volta la cima dell’Everest, giungendo fino agli 8.850 metri, molti scalatori si sono cimentati nell’impresa e adesso anche i due sangiovannesi sono annoverati tra gli alpinisti che si sono confrontati con l’imponente vetta asiatica.

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