Papa Francesco in visita a Pietrelcina

Si è concluso il discorso di papa Francesco a Pietrelcina. Accolto dall’affetto dei fedeli, del parroco, del sindaco della cittadina, di Mons. Felice Accrocca e della comunità dei Cappuccini, le parole del Santo Padre ricordano la grande opera di Misericordia e Carità che Padre Pio da Pietrelcina ha lasciato a noi.

“Cari fratelli e sorelle, buongiorno!Sono lieto di trovarmi in questo paese, dove Francesco Forgione nacque e iniziò la sua lunga e feconda vicenda umana e spirituale. In questa comunità egli temprò la propria umanità, imparò a pregare e a riconoscere nei poveri la carne del Signore, finché crebbe nella sequela di Cristo e chiese di essere ammesso tra i Frati Minori Cappuccini, diventando in tal modo fra Pio da Pietrelcina. Qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto. Amava la Chiesa, amava la Chiesa on tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati – perché tutti noi siamo peccatori ci vergogniamo – ma lo Spirito di Dio ci ha convocato a questa Chiesa che è santa. E lui amava la Chiesa santa e i figli peccatori, tutti. Questo era san Pietro (san Pio???). Qui meditò con intensità il mistero di Dio che ci ha amati fino a dare Sé stesso per noi (cfr Gal 2,20). […..].
Cari fratelli e sorelle di Pietrelcina e della diocesi di Benevento, voi annoverate san Pio tra le figure più belle e luminose del vostro popolo. Questo umile frate cappuccino ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo. Imitando il suo eroico esempio e le sue virtù, voi possiate diventare voi pure strumenti dell’amore di Dio, dell’amore di Gesù verso i più deboli. Al tempo stesso, considerando la sua incondizionata fedeltà alla Chiesa, darete testimonianza di comunione, perché solo la comunione – cioè essere sempre uniti, in pace fra noi, la comunione fra noi – edifica e costruisce. Un paese che litiga tutti i giorni non cresce, non si costruisce; spaventa la gente. È un paese malato e triste. Invece un paese dove si cerca la pace, dove tutti si vogliono bene – più o meno, ma si vogliono bene –, non si augura del male, questo paese, benché piccolo, cresce, cresce, cresce, si allarga e diventa forte. Per favore non spendere tempo, forze, a litigare fra voi. Questo non fa nulla. Non ti fa crescere! Non ti fa crescere. Non ti fa camminare. Pensiamo a un bambino che piange, piange, piange e non vuole muoversi dalla sua culla e piange, piange. E quando la mamma lo porta [posa] sul pavimento perché incomincia a gattonare, piange, piange … E torna lì. Vi domando: quel bambino sarà capace di camminare? No! perché è sempre nella culla! Se un paesino litiga, litiga, litiga, litiga, litiga, litiga, sarà capace di crescere? No! Perché tutto il tempo, tutte le forze vanno a litigare. Per favore pace fra voi; comunione fra voi. E se a qualcuno di voi viene voglia di chiacchierare di un altro, mordete la lingua. Vi farà bene, bene all’anima, perché la lingua si gonfierà, ma vi farà bene; anche al paese. Date questa testimonianza di comunione. Auspico che questo territorio possa trarre nuova linfa dagli insegnamenti di vita di padre Pio in un momento non facile come quello presente, mentre la popolazione decresce progressivamente e invecchia perché molti giovani sono costretti a recarsi altrove per cercare lavoro. La migrazione interna dei giovani, un problema. Pregate la Madonna perché vi dia la grazia che i giovani trovino lavoro qui, fra voi, fra la famiglia e non siano costretti ad andarsene a cercare da un’altra parte e il paese giù, giù, giù. Ma la popolazione invecchia; ma è un tesoro, eh! I vecchi sono un tesoro. Per favore, non emarginate i vecchi. Non emarginare i vecchi, no, no. I vecchi sono la saggezza. E che i vecchi imparino a parlare con i giovani e i giovani imparino a parlare con i vecchi. Loro hanno la saggezza di un paese, i vecchi. Quando sono arrivato mi è piaciuto tanto salutare uno di 99 anni e una ragazzina di 97. Bellissimo! Questi sono la saggezza vostra! Parlate con loro. Che siano protagonisti della crescita di questo paese. L’intercessione del vostro Santo concittadino sostenga i propositi di unire le forze, così da offrire soprattutto alle giovani generazioni prospettive concrete per un futuro di speranza. Non manchi un’attenzione sollecita e carica di tenerezza – l’ho detto – agli anziani, sono patrimonio incomparabile delle nostre comunità. Mi piacerebbe che una volta si desse [venga dato] il premio Nobel agli anziani che danno memoria all’umanità. […..]

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