Ricorrenza del Due Novembre e senso della esistenza terrena

Il 2 novembre, è il giorno in cui ricordiamo i defunti e, con essi, i nostri cari,  parenti e  amici più stretti che  hanno lasciato questa vita.

La pietasverso i morti  risale agli albori dell’Umanità  e,  quasi sempre, una   mesta cerimonia  accompagna il culto dei defunti con la celebrazione di Sante Messe in tutte le  chiese italiane.

La commemorazione dei defunti ci induce a  fermarci  e riflettere sul senso della  esistenza umana, sulla precaria ed effimera condizione terrena della vita.

Nel momento stesso in cui mente e cuore  ricordano i momenti salienti della vita trascorsi  insieme ai nonni e genitori, parenti ed amici con i quali si è festeggiato e gioito per le circostanze e cerimonie gioiose, ma, anche sofferto e pianto per i momenti toccanti e tristi che ci hanno accompagnato, ecco, in quel momento stesso, la mente spazia su quelli che   saranno gli ultimi  momenti della  vita, e soprattutto, su che cosa ci  si aspetta per il momento successivo all’ultimo battito del nostro cuore.

E’ difficile immaginare come sarà quel momento e, soprattutto, se sarà di disperazione o di fiduciosa  speranza.

Per chi, disgraziatamente per lui, non si aspetta alcun al di là , verosimilmente spera di potersi sbagliare e che ci sarà non il nulla assoluto, ma un qualche proseguimento della sua  vita .

Gli altri che aspettano il premio divino, saranno impazienti di incontrare Colui che ha creato tutto l’universo.

La Commemorazione dei defunti, in ogni caso, ci obbliga ad un severo esame di coscienza.

Anche chi crede ed ha fede spera di poter essere perdonato per i peccati commessi

e, soprattutto, confida nella bontà infinita di Dio per il perdono dei suoi peccati.

Chi nella vita ha svolto ruoli di maggiore responsabilità se sbaglia e sbaglia con consapevolezza, deve rendersi conto della sua condotta disonesta ed illegale e porvi rimedio sino a che ha tempo, con un radicale cambiamento di condotta.

La ricorrenza del 2 Novembre può essere l’occasione per un sincero pentimento e per una conversione della vita e dei comportamenti, tenuto conto che le bugie non servono davanti a Dio, il quale, come sappiamo sa leggere nei nostri cuori.

 

G.P.

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