Rifiuti marini e impianti di selezione. Manfredonia c’è

L’impegno e il lavoro dell’Amministrazione comunale sui temi ambientali stanno ottenendo un nuovo e
importante riconoscimento i cui effetti, travalicando i confini territoriali, si potranno notare presto anche nel
contesto regionale. Le osservazioni prodotte dall’Assessorato all’Ambiente della Città di Manfredonia circa
il PRGRU (Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani), su richiesta dell’Associazione Nazionale
Comuni Italiani, sono entrate a buon titolo in quelle fatte proprie dall’ANCI con l’augurio che “possano
essere compresi dal Governo regionale e dagli estensori del PRGRU e trovare adeguata accoglienza nel
Piano stesso”, come ha scritto il presidente dell’ANCI Puglia, Domenico Vitto.
“Abbiamo iniziato un percorso, insieme al Ministero dell’Ambiente, a Conisma e Legambiente, per cercare
soluzioni condivise – ricorda l’assessora Innocenza Starace – per la problematica dello smaltimento dei
rifiuti raccolti accidentalmente dai pescatori nella attività di pesca. Nel documento che abbiamo consegnato
all’ANCI siamo stati l’unico Comune costiero presente alla riunione ad aver rimarcato la necessità di
definire compiutamente l’esatta classificazione di tali rifiuti, anche al fine di assicurarne il corretto
smaltimento e/o il recupero. Richiesta che è stata inviata anche al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare e, per conoscenza, alla Capitaneria di Porto, all’Autorità portuale ed a Legambiente.
Con l’accoglimento delle osservazioni fatte proprie dall’Associazione dei Comuni italiani, nel processo
partecipativo che ci ha visti coinvolti, il pescatore potrà essere a maggior titolo ‘sentinella del mare’, una
volta dotato degli strumenti normativi che permetteranno di smaltire i rifiuti che provengono dal mare. E’
così che chiudiamo il cerchio di questo progetto iniziato e portato avanti dal Comune di Manfredonia per un
mare ancora più pulito, perché libero dai rifiuti”.
“A proposito della localizzazione degli impianti di selezione, invece, l’Amministrazione comunale ha chiesto
che venisse rivista la vincolistica autorizzativa, in modo da portare ad uno sviluppo virtuoso delle filiere di
recupero a basso chilometraggio. Emblematico – prosegue l’assessora all’Ambiente della Città di
Manfredonia – il caso dell’impianto di selezione che abbiamo realizzato e la cui procedura è sospesa, perché
l’Ufficio Parchi della Regione Puglia ha negato, sin qui, la necessaria deroga ai vincoli ambientali. All’esito
dello sforzo compiuto, in primis dal sindaco Angelo Riccardi, si è riaperto il dialogo con la Regione Puglia
che si è impegnata a chiudere, il prima possibile, il procedimento autorizzativo”.
“L’apertura dell’impianto riveste carattere d’urgenza, sia dal punto di vista ambientale e sia da quello
economico. Restiamo dell’avviso – conclude Innocenza Starace – che sia possibile ottenere la deroga anche
perché la zona dove è ubicato l’impianto di selezione ha perso le sue caratteristiche, essendo industrializzata
da circa vent’anni e, nel caso specifico, parliamo di un capannone e di una piattaforma già esistenti”.
L’invito finale dell’ANCI non si presta ad interpretazioni: “Siamo fiduciosi che il contributo, frutto di
settimane di confronto e partecipazione attiva dei Comuni, ma anche di documentazione e valido supporto
tecnico scientifico, possa costituire un punto di partenza verso l’auspicata e proficua interlocuzione
istituzionale, che veda Regioni e Comuni, dialogare e condividere il più possibile le scelte strategiche, che
inevitabilmente sono destinate ad esplicare i loro effetti finali sui cittadini”.

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