San Giovanni Rot_Lettera aperta, la situazione sanitaria di chi è in quarantena e dei positivi, tra gennaio e aprile2021, non è affatto migliorata.

 

 

 

 

A leggere il grafico sopra riportato, la situazione sanitaria di chi è in quarantena e dei positivi, tra gennaio e aprile2021, non è affatto migliorata nonostante la massiccia opera di vaccinazione che in questi mesi viene operata. Senza voler essere una cassandra, il trend a quanto pare si sta orientando verso l’alto e non dà segno di abbassamento. Questo non fa bene sperare per una possibile ripresa di rapporti interpersonali. Tutte le misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 da parte delle autorità preposte non saranno mai sufficienti se individualmente non prendiamo atto di applicarle concretamente nella quotidianità. Il danno che arrechiamo a tutta la collettività è oltremodo smisurato tanto sul piano economico e produttivo, quanto su quello psicologico.

Dico questo, può sembrare una banalità, perché non ci si rende conto della sofferenza che determiniamo ai nostri nonni, genitori, figli, soprattutto bambini, che devono rimanere chiusi e condannati a non poter vivere la socialità, fonte di vita e di crescita. Non immaginiamo gli effetti deleteri che si creano in un anziano sul piano psicologico, costretto ad un isolamento terrificante, privato di abbracci, di chiacchiere lontano dai parenti, tanto più che già di per sé la condizione di vita è limitante, in un paese, quale il nostro, privo di strutture ricettive e aggregative per una qualità dell’anziano migliore.

Sicché non si riesce a comprendere come mai non si faccia molto per uscire fuori da questa situazione diciamo di emergenza, quando poi in giro per il paese e più specificamente in Corso Umberto I e piazza Europa, dove il flusso dei cosiddetti passeggiatori sia particolarmente intenso, con assembramenti, in barba a tutte le prescrizioni sanitarie propagandate nei vari canali comunicativi, social e mass media.

Mi chiedo, dunque, come mai le disposizioni dei vari DCPM, e tanto per citarne gli ultimi 2: 10 aprile e 26 aprile 2020 non vengono applicati?

Art. 1 Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
  2. a) sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e, in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute e resta anche vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale comprese le seconde case utilizzate per vacanza;
  3. d) è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati; il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera

Qui non si tratta di limitare despoticamente il diritto di libertà. La mobilità soprattutto se si è in zona rossa, come lo siamo attualmente, dovrebbe avvenire solo per necessità come esplicitato nei commi sopra citati.

Faccio, dunque, un appello a tutti i cittadini affinché rispettino le prescrizioni sanitarie in particolare il distanziamento interpersonale per prevenire un ulteriore contagio da Covid 19.

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