San Giovanni Rotondo: l’Amministrazione Comunale, decide di “liberarsi” della biblioteca esternalizzando il servizio a dei privati

LA STORIA INSEGNA MA NON HA SCOLARI
Oltre 60 mila morti ci hanno ricordato di quanto sia importante la gestione pubblica della sanità. Negli
ultimi 30 anni hanno provato a convincerci che era meglio risparmiare facendo tagli ai posti letto, al
personale sanitario, ai presidi territoriali, alla prevenzione, e che era più efficiente affidare questi servizi
ai privati che avrebbero offerto qualità e tempi rapidi (ovviamente a pagamento) con un bel risparmio
per le casse regionali.
Oggi scopriamo che il re è nudo, che la sanità privata fa profitto sulla cura e non sulla prevenzione e che
l’unico modo per affrontare una pandemia è investendo sulla sanità pubblica, gratuita e universale.
Ma, come diceva Gramsci, la storia insegna ma non ha scolari e infatti sono molti i settori nei quali si
continua a tagliare, privatizzare, esternalizzare.
Dal mese di marzo la nostra Biblioteca Comunale “Michele Lecce” è stata chiusa a causa del covid e da allora non ha più riaperto non solo per le misure di prevenzione del contagio ma perché manca il
personale. La logica vorrebbe che, con un minimo di programmazione, fosse stato indetto un concorso
per assumere dei bibliotecari che andassero a sostituire gli ex impiegati ora in pensione ma invece,
l’Amministrazione Comunale, decide di “liberarsi” della biblioteca esternalizzando il servizio a dei privati
che, per 20 mila euro, gestiranno per 1 anno i servizi bibliotecari e garantiranno l’apertura per sole 15
ore settimanali (3 ore giornaliere!!!).
L’intento del Comune è chiaro: RISPARMIARE.
Non importa che un servizio pubblico venga esternalizzato, non importa che aprire per 15 ore
settimanali equivalga all’impossibilità di fruire realmente della biblioteca, non importa che per molti è
l’unico luogo dove poter studiare o leggere un libro, non importa che il Comune si privi della gestione di
una delle poche strutture pubbliche.
L’importante è risparmiare.
Lo sappiamo che con la cultura non si mangia ma quando questo maledetto virus verrà sconfitto ci sarà
tanto bisogno di cultura, di luoghi di aggregazione, di condivisione, di spazi pubblici. Ci sarà bisogno
anche della Biblioteca Comunale “Michele Lecce” che ricordiamo é stata donata dal prof. Lecce alla
città e che potrà essere utilizzata dalle associazioni, dai cittadini, dai privati e da chiunque voglia offrire
cultura in un luogo pubblico.
Il nostro fondato timore è che una volta avviata, l’esternalizzazione sia irreversibile e pertanto, come
Partito della Rifondazione Comunista chiediamo al Sindaco, professor Crisetti, di indire nel più breve
tempo possibile un concorso per l’assunzione di bibliotecari in modo da garantire il servizio pubblico, di
rendere disponibili i locali della biblioteca alle associazioni, agli enti, ai privati cittadini che intendono
organizzare corsi, mostre, presentazioni di libri.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale di non privare la Città di un bene pubblico ma di
salvaguardarlo e migliorarlo anche grazie all’apporto esterno.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “Luigi Pinto”
Via Spartaco, 25     

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