SAN GIOVANNI ROTONDO: Lettera di un cittadino anzi no di un cucciolo di nome Sissi

Ciao umani,

il mio nome è Sissi e voglio raccontarvi in breve la mia avventura nel vostro mondo. Un cucciolo nato per servirvi nell’insensato e bizzarro divertimento che definite “caccia” ma che difatti non ha proprio nulla del nobile e primordiale istinto di sopravvivenza. Un essere impaurito che preferisce non descrivervi le ragioni che mi hanno portata ad aver timore della vostra specie o rivelarvi in che modo persi il mio occhio sinistro.

Rimarreste inorriditi e disgustati dai vostri simili.

E fu così che fui abbandonata e divenni un animale randagio, un Senza Nome costretta a vagare per la periferia della città di San Giovanni Rotondo in cerca di cibo tra i vostri rifiuti, di una pozza per dissetarmi, di un riparo per proteggermi dalle torride giornate estive, dalle gelide notti invernali, dai temporali e dai branchi di randagi che dilagano nella città.

Furono giorni difficili, scanditi dalla paura e dal sentimento di non farcela, specie quando sentii una nuova vita crescere nel mio grembo. Ma fu proprio il voler difenderla ad ogni costo che mi diede la forza e il coraggio di andare avanti. È vero, siamo animali ma vi posso assicurare che l’istinto materno è un qualcosa che accomuna tutte le specie viventi ed ho sofferto tantissimo per il distacco e la perdita dei miei figli, più del freddo e della fame.

Ma all’improvviso accadde qualcosa di miracoloso, qualcosa che reputavo impossibile, un gesto d’amore da parte di due umani. Quindi non erano tutti uguali? Non eravate spietati e privi di anima?

Si aprì dinanzi a me una nuova visione di umanità fatta di solidarietà, di compassione, di cura da parte di alcuni Volontari per i quali non esistono creature di serie A e creature di serie B, poiché per Loro siamo tutti esseri senzienti senza distinzione di razza, genere e specie.

Antonella e Domenico, spero che leggerete queste parole frutto di un altro straordinario legame instaurato con un altro essere umano e con il quale ho trascorso momenti altrettanto belli.

A Voi va tutto il mio immenso ringraziamento. Avete cambiato in meglio la mia vita regalandomi persino un nome importante e regale. Mi avete sfamata, lavata, grazie a voi avevo una cuccia e persino un bellissimo collare ma soprattutto, mi avete riempita di coccole e carezze. Avete cercato di contenere la mia voglia di libertà senza riuscirvi e voglio garantirvi che non avreste potuto far di meglio.

Potevate legarmi e imprigionarmi come fecero gli aguzzini che resero un inferno i miei primi anni di vita ma avete rispettato la mia indole.

Ma più di ogni altra cosa, come mamma, ciò per cui vi sarò eternamente grata è aver accolto amorevolmente anche mio figlio Arnold dandogli un’opportunità di vita rarissima per noi randagi. Vi ringrazio immensamente anche per esservi presi cura dei mie due ultimi cuccioli Conan e Lexa fino al momento della loro splendida adozione, rendendo il distacco il meno traumatico possibile. Grazie di cuore amici miei!”

Sissi è stata investita da un auto ed è salita al cielo il 16 luglio 2020 lasciando un vuoto incolmabile nei cuori di chi l’amava.

Lei, prima di trovare i suoi angeli custodi, era una delle tante vittime dell’egoismo, della sopraffazione, dell’irresponsabilità, dell’ignoranza, della crudeltà che genera l’annoso e orrendo fenomeno del randagismo. Chi può ma non fa nulla per fermarlo ha le mani imbrattate del sangue di migliaia di creature morte nelle strade delle vostre città.

Il Mahatma Gandhi diceva che la grandezza e il progresso morale di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali mentre Ovidio ci insegnava che la crudeltà verso gli animali porta inesorabilmente alla crudeltà verso gli uomini… ed è per questo che faccio fatica ad avere fiducia nel genere umano ma al contempo, la storia di Sissi ci fa conoscere uomini e donne capaci di gesti d’amore verso ogni forma di vita e mi fa ben sperare in un riscatto della nostra civiltà.

Sissi, mi mancheranno le nostre passeggiate e la ricerca entusiasmante di una semplice carezza.

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