Svolta rosa dell’UdC di Foggia: sei donne candidate al Parlamento

Il partito s’indica al maschile, si declina al femminile. Dal comitato provinciale, svoltosi nella sala Impero dell’International di Foggia, arriva un chiaro segnale di attenzione e coinvolgimento delle donne in politica.

Il comitato provinciale, su indicazione del segretario on. Angelo Cera, ha deliberato all’unanimitaà l’indicazione di sei donne alla prossima competizione elettorale per il rinnovo del parlamento.

«Siamo gli unici nell’UdC ad avere una donna presidente e una forte rappresentanza del mondo femminile negli organi organizzativi e territoriali del partito. Il comitato provinciale ha segnato una svolta nelle pari opportunità, tributando il giusto riconoscimento alle donne del partito che si sono sempre impegnate sul territorio e che hanno sostenuto l’UdC anche in momenti difficili», sostiene l’on.Angelo Cera, segretario provinciale che evidenzia ancora «Non è una cooptazione, un mettere insieme per necessità elettorali, come fanno tanti partiti, ma il riconoscimento di un percorso che ha permesso la maturazione politica di tante donne, alcune già impegnate sul territorio in compiti amministrativi, penso all’ex sindaco Lucia Dardes o all’assessora Rossella Fini, unica donna dell’UdC ad avere un incarico in giunta comunale.»

L’abbondanza di scelta ha permesso al segretario provinciale di raccogliere la disponibilità delle donne a rappresentare l’UdC nella prossima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento.

Il comitato provinciale ha infatti deliberato all’unanimità l’indicazione di Maura Di SalviaGiuseppina FalconeRossella FiniRita GalloPorzia Pinto e Stefania Vurchio, quali candidate alle elezioni politiche del 4 marzo.

«Abbiamo scelto donne capaci, competenti e combattenti. Ognuna di loro rappresenta un valore aggiunto per il partito e insieme un baluardo contro il populismo, un argine alla demagogia e un preciso segnale alla politica di rivolgersi al mondo femminile senza preclusioni, favorendo di fatto le pari opportunità», conclude l’on. Cera.

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