Un Foggia dalle mille incognite eliminato dalla Coppa Italia

Grassadonia nel prepartita di Foggia-Catania aveva detto che il match di Tim Cup contro il
Catania avrebbe dato sicuramente utili indicazioni in vista degli ultimi giorni di calciomercato,
oltre a evidenziare a che punto sarebbe stata la preparazione tattica e fisica dei rossoneri.
Il campo ha recitato il secco 3-1 degli etnei allo Zaccheria e prestazione scialba dei rossoneri
che ora devono correre ai ripari chiudendo il mercato con almeno tre colpi di spessore in
entrata.
Tante attenuanti per i Satanelli che aveveno ben 5 indisponibili (Mazzeo, Floriano, Agnelli,
Gerbo e Busellato), oltre ad una condizione fisica non ottimale; poi si sa, il calcio d’agosto è
storia a sé. Tuttavia impossibile non notare che più di qualcosa nel
reparto arretrato non ha funzionato: basti vedere come si comporta la difesa durante primo e terzo gol (prima rete subita molto simile, tra l’altro, al primo gol subito dal Parma in amichevole). Segno che
qualcosa va rivisto e perfezionato, in attesa di almeno un rinforzo importante dal mercato.
Anche l’attacco, gol di Gori a parte, non ha dato segnali emozionanti: poche idee e tanta
confusione negli ultimi 20 metri, complice anche una buona fase difensiva degli etnei.
Capitolo Kragl. Il tedesco è sembrato un po’ avulso dal gioco, spesso tenuto a bada da Barisic:
lui è certamente una chiave importante a disposizione di mister Grassadonia per cambiare
volto alle partite e va certamente sfruttato meglio.“Speravo, ovviamente, in un esordio diverso ma la sconfitta non mi impedisce di fare i complimenti alla mia squadra. Dopo il gol, loro si sono chiusi e sono stati bravi a non concedere nulla”.
Gianluca Grassadonia non è l’immagine della felicità, a fine gara, ma affronta con grinta i cronisti: “
Abbiamo subito tre gol su errori nostri, gol evitabili, il primo su una ripartenza in cui
abbiamo sbagliato alcune situazione. Sulla punizione del secondo gol sapevamo potesse calciare
rasoterra, il terzo gol, poi, dopo che avevamo riaperto il match ci ha tagliato le gambe. Sono
contento soprattutto che il pubblico abbia capito che ci abbiamo messo tutto ed abbia
applaudito a fine partita”. E adesso? “Conosco solo una formula, lavorare. Il Direttore sa cosa
deve fare sul mercato: la rosa va integrata, noi però dobbiamo lavorare sugli errori compiuti
”.
Il Foggia deve far tesoro della sconfitta di Coppa nella speranza che Nember, dopo il confronto
con il mister, si rimbocchi le maniche seriamente e che si possa passare dalle chiacchiere sotto
l’ombrellone ai fatti concreti. Aspettare ancora per allestire la rosa a venti giorni dall’inizio del
campionato, un torneo che tra l’altro sarà fortemente in salita per il Foggia, è un tentativo di
suicidio che bisogna scongiurare.
Prima di parlare di serie A in due anni, prima di pensare a sconti di pena quasi dovuti,
pensiamo a trovare le forze per mantenere questo fardello che ha un solo obiettivo: la
salvezza.
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