Costanzo Cafaro: Un sax per cantare

 

Costanzo
Costanzo Cafaro

Con la morte di Costanzo Cafaro il mondo musicale di San Giovanni Rotondo e dintorni perde una storica memoria e una grande voce, quella del sax che per oltre settant’anni Costanzo ha continuato a suonare. Lo si poteva ascoltare ancora quasi tutte le mattine passeggiando nei pressi di Sant’Onofrio fino a qualche mese fa, scambiando, come a molti succedeva, la sua maestria strumentale con quella di una radio ad alto volume che diffondeva musiche degli anni settanta e ottanta, celebri brani jazz o lisci sempreverdi della scuola romagnola. La gioia della musica ancora negli ultimi anni deliziava coloro che si fermavano sul muretto dei giardini di Sant’Onofrio ad ascoltarlo. Ma Costanzo è stato un pezzo di storia della musica di San Giovanni che aveva varcato i confini delle mura cittadine per emigrare in Francia per lavoro a metà degli anni cinquanta, quando il cantiere della Casa Sollievo aveva terminato l’opera di costruzione e non poteva garantire a loro giovani la continuità del lavoro. L’avventura francese si trasformò per un musicista del suo calibro, in una grande occasione che lo vide sassofonista turnista professionale nei migliori locali parigini. Qui Costanzo che aveva una solida formazione in banda, prima col clarinetto e poi con i sax anche a capo delle prime Big bang del paese, plasmò le sue notevoli abilità tecniche ma anche la sua straordinaria curiosità musicale, sempre aperta a nuove esperienze, consapevole del privilegio di poter vivere da musicista. Di quelle esperienze ne parlava sempre con un certo rimpianto, poiché al suo rientro dopo alcuni mesi a San Giovanni, Angelo Lupi il progettista dell’Ospedale, non lo fece più ripartire potendogli garantire un’assunzione certa come capo della squadra di manutenzione dell’intero Ospedale ormai avviato alla piena attività.

Costanzo Cafaro in compagnia del prof. Nicola Cisternino

 

Per Costanzo dunque la musica, con l’umiltà e la semplicità che lo caratterizzava, è sempre stata legata a doppio filo col suo lavoro di caposquadra tecnica in Ospedale, molto spesso, come mi raccontava ancora quest’estate, a fianco di Padre Pio anche in veste di musicista durante gli allestimenti degli spettacoli per bambini di Cleonice Morcaldi  per il Natale, gli unici svaghi che Padre Pio si concedeva.  Direttore della banda cittadina per alcuni decenni, assieme a Gaetano Turi (il celebre Tanino organista), Michele Voria, Tonino Cascavilla al basso e Antonio Cisternino, mio fratello, alla chitarra e voce, fu il fondatore e l’anima di riferimento del celebre gruppo de I Vati che dai primi anni settanta animarono le serate dei maggiori locali della provincia, molto spesso come gruppo di spalla nei veglioni e inaugurazione dei locali, a varie stars della canzone che allora cominciavano a sbarcare anche nella provincia, a cominciare da Lucio Dalla che tra Manfredonia e  San Giovanni era di casa.

Costanzo Cafaro con Renata Russo

Costanzo colse allora al volo la popolarità che il sax contralto di Fausto Papetti stava conquistando fra il grande pubblico e le vette delle classifiche discografiche, divenendo il Papetti garganico, con una voce strumentale invidiabile dai maggiori professionisti per il colore vellutato del suo soffio, dolce e particolarmente naturale per lo strumento ad ancia. Da ricordare poi la longeva attività di Costanzo iniziata dagli anni giovanili in Trio con Arcangelo Lombardi alla batteria e Tonino Ciuffreda (Lu zuchar’) al clarinetto proseguita in feste e occasioni di ritrovo fino a pochi anni fa. Un ultimo preziosissimo ricordo, nel racconto di Costanzo, il febbrile lavoro svolto assieme alla sua squadra di operai di Casa Sollievo i quali in poco più di una giornata dovettero modificare e adattare la carrozzeria dello storico Citroen Pallas da poco acquistato dal prof. Giuseppe Sala, il medico personale di Padre Pio, per far posto a una grande teca di cristallo che contenesse il corpo di Padre Pio nel suo viaggio finale per le strade di San Giovanni il 23 settembre del 1968. Con un rimando felliniano vogliamo immaginare, e ne abbiamo scherzato con lui stesso ancora quest’estate, che un simile musicista non possa aver smesso di suonare lasciando la terra, ma che si sia allontanato per poter continuare ad allietare con la voce del suo sax e clarinetto la musica dei molti musicisti e ammiratori che lo hanno preceduto e che forse, lo stanno aspettando.  Grazie Costanzo primo e generoso maestro.

Nicola Cisternino

 


(Visitato 664 volte, 1 visite odierne)

About The Author

Potrebbe interessarti anche

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *