In ricordo di don Domenico Labellarte

In ricordo di don Domenico Labellarte
Don Domenico Labellarte è stato un sacerdote follemente innamorato di Cristo incontrato
nella figura di S. Pio da Pietrelcina. Ha deciso di vivere alla sua ombra sul nostro Gargano, a S.
Giovanni Rotondo, dove ha svolto gran parte del suo ministero sacerdotale: ha camminato con gli
ultimi e gli indifesi e coniugato alla perfezione sobrietà di vita e predicazione, per annunciare al
mondo la “buona notizia” attraverso la vita rinnovata e trasformata. Sull’esempio di tanti
testimoni di Gesù, tra tutti gli insuperabili modelli Francesco d’Assisi e P. Pio, ha fatto nascere ben
quattro Istituti di vita Secolare e di consacrazione Religiosa: attraverso di lui hanno preso origine,
ma sono opera dello Spirito Santo, perché nessun Fondatore è padrone del carisma ricevuto. Non
si tradiscono i Fondatori solo se si capiscono e seguono sapendo che l’Opera da loro iniziata è dello
Spirito ed apertura continua allo Spirito: è questa apertura e disponibilità creativa permette al
carisma di durare nel tempo e varcare i confini delle culture.
Don Domenico è stato uomo e prete del popolo di Dio, quel popolo santo che incrociava
nelle strade e nei vicoli di Valenzano e di S. Giovanni Rotondo: ad ogni persona si rivolgeva con
rispetto e fiducia regalando il balsamo inconfondibile del sorriso di Dio. Amava come pochi la terra
garganica e i suoi giovani che ha formato e seguito nella crescita umana e cristiana con l’esempio
di vita.
Mi permetto di segnalare che sono tre le caratteristiche di don Domenico Labellarte che
colpivano chi aveva occasione di entrare in contatto con lui: la saggezza, la cultura e l’accoglienza.
Queste, insieme ai suoi tre cibi – preghiera, lavoro pastorale, fraternità caritativa – hanno
abbeverato di misericordia e di missione tanti uomini e donne assetati di Cristo con una vita
costruita e vissuta per il bene della Chiesa e dell’umanità.
Oggi, alla nostra tristezza, che c’è e pare non voglia andarsene, rispondi caro don
Domenico, con il solito tono pacato di chi la sa lunga, che proprio adesso è l’ora di librarci in volo,
con un’ala di riserva. So che il tuo sorriso e la tua benedizione ci sono vicini: cercheremo di
onorarli ogni giorno che passa lungo le strade in cui il Vangelo ci manda.
Sappiamo con certezza che Cristo è la Resurrezione e la Vita e che la nostra vita è unita
indissolubilmente a Lui. Cristo risorto è principio e sorgente della nostra risurrezione futura:
«Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti […]; e come tutti muoiono in
Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo» (1 Cor 15,20-22). Nell’attesa di questo compimento,
Cristo risuscitato vive nel cuore dei suoi fedeli e in Lui i cristiani gustano «le meraviglie del mondo
futuro » (Eb 6,5) e la loro vita è trasportata da Cristo nel seno del Padre: «Egli è morto per tutti,
perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro
» (2 Cor 5,15 e cf. Catechismo Chiesa Cattolica n. 655).
Allora, pur nella tristezza, che c’è e pare non voglia andarsene, volgiamo sicuri lo sguardo al
Risorto, unica nostra speranza.
+ p. Franco Moscone crs
arcivescovo
Manfredonia, 11 novembre 2021

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Yevstakhii Zelinskyi, per gli amici Stas, è a Casa Sollievo dal 21 aprile
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A Casa Sollievo della Sofferenza diagnosticata una malattia neurologica rara ad un profugo ucraino ricoverato da 5 mesi Stas, così si chiama il 27enne fuggito dalla guerra, con una diagnosi precisa non dovrà più fare terapie che potevano anche peggiorare la sua condizione. Adesso spera di poter tornare nella sua terra, a Leopoli: «Grazie Italia! Speriamo di tornare presto in Ucraina. Chiediamo solo di vivere in pace nelle nostre case». —————– Sarà finalmente dimesso nelle prossime settimane Yevstakhii Zelinskyi, per gli amici Stas, il paziente ucraino di 27 anni arrivato nell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo nell’aprile del 2022 per fuggire dalla guerra e trovare cure più efficaci per la sua malattia. 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L’Ospedale conta circa 2.700 dipendenti, di cui 164 ricercatori tra biologi, medici, biotecnologi, statistici, ingegneri, bioinformatici e tecnici; il 60% dei ricercatori è costituito da personale con età inferiore ai 35 anni. Dalla seconda metà del 2015 è operativo il nuovo Centro di Ricerca di Medicina Rigenerativa ISBReMIT, struttura all’avanguardia per concezione e dotazioni nell’ambito della medicina traslazionale per le malattie genetiche, degenerative e oncologiche. La struttura ospita, tra i laboratori ad altissimo contenuto tecnologico, una cell factory e un laboratorio per la produzione di biofarmaci in regime di Good Manifacturing Practice, vale a dire per uso clinico, ad includere, cellule staminali somatiche e iPS, vettori per terapia genica e biomateriali. ——————————————– Per ulteriori informazioni Ufficio della Comunicazione e Relazioni Esterne IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza (Nicola Fiorentino, giornalista) Tel. 0882.835521; Cell. 366.6511656; ufficiocomunicazione@operapadrepio.it; www.operapadrepio.it

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