ARCIDIOCESI DI MANFREDONIA-VIUESTE-S.GIOVANNI ROTONDO UFFICIO per le COMUNICAZIONI SOCIALI

ARCIDIOCESI DI MANFREDONIA-VIUESTE-S.GIOVANNI ROTONDO
UFFICIO per le COMUNICAZIONI SOCIALI
Comunicato stampa n. 7/2021
La competizione elettorale svoltasi ieri, qui a Manfredonia, è stata, a prescindere dall’esito delle elezioni,
una bella testimonianza di responsabilità e di alto senso civico avendovi partecipato 29.753 elettori su
48.694 aventi diritto. Tuttavia, rimane scoraggiante il dato del 39% circa di astenuti, ben 18.941, un calo
storico per Manfredonia, che stigmatizza chiaramente come in tanti, anche credenti, regni ancora un
estremo scoraggiamento e una certa risentita freddezza circa la partecipazione al voto, forse non avendo
ancora ben chiare le idee in merito, frutto a volte di difficoltosi esercizi mentali, e pur avvertendo in sé
stessi il desiderio di vedere inaugurata una nuova fase per la città.
E per le comunali, generalmente più sentite dagli elettori per ovvi motivi, è un record estremamente
negativo su cui tutti i partiti hanno il dovere di riflettere per capirne meglio le ragioni e per cercare strade
che riportino gli elettori alle urne alle prossime, imminenti consultazioni del ballottaggio.
La vita politica cittadina, è indiscutibile, deve essere rappresentata da donne e uomini di buona volontà, la
cui profondità intellettuale e morale e la cui capacità di lettura dei processi socio-economici rappresentano
il presupposto imprescindibile da cui prendere le mosse per costruire una società sana e socialmente
evoluta, attestando così che la politica è innanzitutto buona amministrazione e ricerca del bene comune. E
nondimeno gli slogan e i contrasti sui social hanno avvelenato durante la recente campagna elettorale
questa convinzione importante.
Ora è il momento, in vista del ballottaggio e a prescindere dall’esito delle elezioni di uno dei due candidati,
di prendere consapevolezza della urgenza per la città di avere una amministrazione che apra una grande
stagione di rilancio per Manfredonia, ambiziosa e adeguata ai numerosi e grandi problemi che
l’attanagliano e che necessitano di risoluzioni pronte ed efficaci.
Con l’augurio che i candidati al ballottaggio sappiano, con l’elezione alla carica di sindaco della città,
svolgere il mandato popolare con responsabilità da condividere con tutti i cittadini, e che si risvegli il sogno
di una un’ondata nuova di partecipazione attiva al voto, evitando così il rischio di “vittorie stanche”.
A tutti i candidati delle sei liste sfidatesi ieri va comunque il ringraziamento per l’impegno svolto e per
l’invito a votare uomini e donne che potessero fare il meglio per Manfredonia.
Manfredonia, 8 novembre 2021

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Yevstakhii Zelinskyi, per gli amici Stas, è a Casa Sollievo dal 21 aprile
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A Casa Sollievo della Sofferenza diagnosticata una malattia neurologica rara ad un profugo ucraino ricoverato da 5 mesi Stas, così si chiama il 27enne fuggito dalla guerra, con una diagnosi precisa non dovrà più fare terapie che potevano anche peggiorare la sua condizione. Adesso spera di poter tornare nella sua terra, a Leopoli: «Grazie Italia! Speriamo di tornare presto in Ucraina. Chiediamo solo di vivere in pace nelle nostre case». —————– Sarà finalmente dimesso nelle prossime settimane Yevstakhii Zelinskyi, per gli amici Stas, il paziente ucraino di 27 anni arrivato nell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo nell’aprile del 2022 per fuggire dalla guerra e trovare cure più efficaci per la sua malattia. È scappato dal suo paese insieme a sua madre grazie ad un gruppo spontaneo di cittadini che, con Missione Maestro, guidati dal regista Antonio Giampaolo, subito dopo l’inizio della guerra hanno iniziato spontaneamente a portare aiuti in Ucraina con l’apporto di volontari da tutta Italia. Nei territori colpiti dai primi bombardamenti russi, i volontari hanno evacuato donne e bambini e tra questi, a Leopoli, c’era un paziente con una malattia neurologica e gravi difficoltà di deambulazione. Arrivato in Puglia Stas aveva con sé una diagnosi di malattia neurologica complessa da 10 anni, definita come “sospetta sclerosi multipla”. Dopo il ricovero, comparando le sue risonanze magnetiche con quelle tipiche dei pazienti con sclerosi multipla, lo staff della Neurologia ha subito compreso che qualcosa non quadrava. Con un approccio multidisciplinare ‒ che ha coinvolto anche le unità di Neuroradiologia, Riabilitazione Fisica e Rianimazione II ‒ gli specialisti si sono convinti che la sua fosse sì una malattia demielinizzante, ma non definibile come sclerosi multipla. «Abbiamo così deciso di analizzare e studiare il liquor, un liquido del sistema nervoso centrale e i suoi campioni ematici ‒ hanno sottolineato i neurologi Danilo Fogli e Maria Bianchi ‒. Con la collaborazione del Laboratorio di Neuropatologia del Policlinico Gian Battista Rossi di Verona sono stati così individuati degli anticorpi che definiscono una sindrome “rara”, da poco identificata: encefalite autoimmune associata ad anticorpi anti-mog, una malattia che caratterizza l’1.5% delle malattie demielinizzanti. In pratica Stas ‒ spiegano i medici ‒ ha una complessa infiammazione cronica ai tessuti cerebrali causata da anticorpi che improvvisamente “impazziscono” ed attaccano i tessuti sani del cervello, provocando infiammazioni che si acutizzano e che con appositi trattamenti tornano in condizioni di quiescenza clinica». «Adesso Stas ha una diagnosi precisa di malattia autoimmune rara che coinvolge il Sistema Nervoso Centrale e potrà seguire terapie mirate per controllare in maniera più adeguata l’andamento clinico ‒ ha sottolineato Giuseppe d’Orsi, dal mese di maggio direttore dell’Unità di Neurologia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ‒. Nel corso della degenza nel nostro reparto ha presentato un improvviso peggioramento delle sue condizioni cliniche con una sintomatologia neurologica e polmonare acuta che ha necessitato anche del supporto rianimatorio, e con un graduale miglioramento dopo terapie mirate a base di cortisone e di immunoglobuline. La diagnosi di precisione ha permesso di impostare una terapia mirata cronica immunosoppressiva che si spera possa essere continuata anche nel suo paese. Probabilmente nelle prossime settimane – ha concluso il primario – il paziente sarà dimesso per essere destinato ad una struttura residenziale riabilitativa. Per lui il cammino è ancora lungo e difficile. Continueremo a seguirlo a distanza anche in relazione ai principi di solidarietà ed affetto verso una persona sofferente a cui tutti in reparto si sono molto legati in questi mesi». Stas non vede l’ora di tornare in Ucraina, anche se c’è la guerra. È a San Giovanni Rotondo dal 21 aprile assieme a sua madre Alina, accolta dal Centro di Accoglienza Santa Maria delle Grazie della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. «Vogliamo ringraziare tutti ‒ ha spiegato Stas con l’aiuto di sua madre ‒, innanzitutto Antonio e i volontari di Missione Maestro che ci hanno portato fin qui a San Giovanni Rotondo per le cure. In Ospedale ci sentiamo in famiglia, ci stiamo ormai da 5 mesi. Non smetteremo mai di ringraziare medici, infermieri, OSS, tecnici, e tutto il personale con il quale abbiamo stretto una bella amicizia. Adesso speriamo presto di tornare nella nostra terra, a Leopoli, che qualcuno vuole sottrarci. In fondo ‒ ha concluso ‒ noi chiediamo solo di vivere in pace nelle nostre case. Grazie all’Italia per tutto l’affetto e per le cure. Non lo dimenticheremo mai». ————————————————- IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza Casa Sollievo della Sofferenza è un ospedale ad elevata specializzazione, di proprietà della Santa Sede, riconosciuto dal 1991 come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la tematica di riconoscimento “Malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa”. L’Ospedale conta circa 2.700 dipendenti, di cui 164 ricercatori tra biologi, medici, biotecnologi, statistici, ingegneri, bioinformatici e tecnici; il 60% dei ricercatori è costituito da personale con età inferiore ai 35 anni. Dalla seconda metà del 2015 è operativo il nuovo Centro di Ricerca di Medicina Rigenerativa ISBReMIT, struttura all’avanguardia per concezione e dotazioni nell’ambito della medicina traslazionale per le malattie genetiche, degenerative e oncologiche. La struttura ospita, tra i laboratori ad altissimo contenuto tecnologico, una cell factory e un laboratorio per la produzione di biofarmaci in regime di Good Manifacturing Practice, vale a dire per uso clinico, ad includere, cellule staminali somatiche e iPS, vettori per terapia genica e biomateriali. ——————————————– Per ulteriori informazioni Ufficio della Comunicazione e Relazioni Esterne IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza (Nicola Fiorentino, giornalista) Tel. 0882.835521; Cell. 366.6511656; ufficiocomunicazione@operapadrepio.it; www.operapadrepio.it

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